In esclusiva per l’Italia, dal Symbol di Budapest, il nostro corrispondente Vincenzo Basile, intervista il gruppo rock Omega.
Costituitisi nel settembre 1962 gli Omega sono il gruppo ungherese che ha dato il maggior numero di concerti, venduto sia in patria che fuori il maggior numero di dischi (imprecisati milioni), il primo a realizzare un album su supporto CD e, ex aequo con i Rolling Stones, la band più longeva della storia del rock mondiale.
Tra dischi in ungherese, inglese e live si contano 38 loro uscite.
Uno dei loro brani di maggior successo "Gyöngyhajú lány", riproposto dai Griva nel 1987 con il titolo "Devojka biserne kose", fu poi ripreso da Frank Schöbel “Schreib es mir in den Sand” e dagli Scorpions nel 1995 come “White Dove”.
Riguardo la loro musica, se le ballate elettriche d’esordio si ispirano al pop inglese dell’epoca,durante gli anni settanta gli Omega percorrono la strada dell’hard rock per poi spingersi in maturità in direzioni “progressive”, seppur scandite da accenti folk e new age.
Sono oggi riuniti al Symbol di Budapest, luogo deputato ai grandi eventi musicali e cinematografici ungheresi, per annunciare alla stampa e alle TV nazionali e straniere il loro imminente tour europeo che sarà anche quello del loro addio alle scene musicali.
Sotto i riflettori Il breve incontro si svolge ripercorrendo, nelle risposte alle domande poste dai giornalisti, il lungo percorso discografico e Live,e ricordando le influenze musicali che, nel corso della loro evoluzione artistica, hanno determinato il sound e contribuito ai successi che li hanno resi celebri. E non solo nell’Est Europa.
Quando però viene chiesta conferma al gruppo se, alla fine della tournée, abbia intenzione di sciogliersi, il tastierista László "Laci" Benkő si esibisce ripetutamente nel gesto dell’ombrello, clamorosamente inconsueto durante un evento ufficiale qui in Ungheria.
Ed è nell’esplosione dell’immediata ilarità, che gli Omega si apprestano ad abbandonare il palco, tra il crepitio dei flash e i fischi di sollevata approvazione che sciolgono il generale spiazzamento dell’annuncio iniziale.
E ritorna in mente un brano del lontano 1974:
“E’ solo rock’n roll, ma mi piace!”...
(testo e foto sono di Vincenzo Basile)