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25 aprile: ricordando i carusi di Nissa

La ricorrenza del 25 aprile 2020, anniversario della Resistenza e della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo. Noi di Girodivite lo festeggiamo a modo nostro, ricordando tre giovani ragazzi siciliani, di Caltanissetta.
di Redazione - mercoledì 22 aprile 2020 - 2067 letture

A Caltanissetta, negli anni immediatamente precedenti lo sbarco inglese e americano in Sicilia (1943), riuscì a organizzarsi il nucleo di quello che sarà il futuro Partito Comunista italiano nell’isola. Vogliamo ricordarlo qui, attraverso le figure di tre di loro - e con essi ricordare i valori del 25 aprile.

Questi i loro nomi: Pompeo Colajanni, Leonardo Speziale, Calogero Boccadutri.


Pompeo Colajanni

Nato a Caltanissetta il 4 gennaio 1906, morto a Palermo nel 1987, avvocato.

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Pompeo Colajanni, in piazza a Torino

Al Giardino Inglese di Palermo, accanto al monumento che ricorda i martiri di Cefalonia, sorge un cippo sui cui è inciso: "Pompeo Colajanni, comandante Nicola Barbato 1906-1987, partigiano, contribuì alla liberazione dell’Italia dai nazifascisti e al riscatto della Sicilia". Non vi si ricorda che già negli anni Venti, giovane comunista, si adoperò per la costituzione di un fronte unitario antifascista del quale facevano parte giovani repubblicani, socialisti, anarchici e comunisti e che per quest’attività subì arresti e perquisizioni. In un semplice cippo, inoltre, non si può ricordare che "Barbato" fu, tra i tanti resistenti, quello che per primo capì, teorizzando la "pianurizzazione", come doveva condursi la guerra partigiana di fronte a preponderanti forze nemiche. Pompeo Colajanni, ufficiale di complemento di cavalleria durante la seconda guerra mondiale, subito dopo l’8 settembre del 1943 organizzò in Val Po, presso Borgo San Dalmazzo, con i suoi soldati, altri ufficiali e civili, una delle prime bande partigiane (il distaccamento garibaldino "Pisacane"), da cui si sarebbero poi sviluppate, brigate, divisioni e raggruppamenti di divisioni. Il nome di "Barbato", divenuto comandante della VIII Zona (Monferrato) e vicecomandante del Comando militare regionale piemontese, divenne presto leggendario per le imprese delle formazioni al suo comando e per la competenza militare. Nell’approssimarsi dell’insurrezione generale, Colajanni, che intanto aveva liberato Chieri, ebbe il compito di investire e liberare Torino, coordinando le formazioni Garibaldi, GL, Matteotti e Autonome. Memorabile, in questa circostanza, l’incontro tra "Barbato" e il capitano Schmidt, dei servizi di sicurezza tedeschi che, in nome dell’ambasciatore Von Rahn, voleva trattare una tregua. "Ho poteri per combattere o per accettare la vostra resa senza condizioni", disse "Barbato"; "Faremo fare a Torino la stessa fine di Varsavia" replicò Schmidt. Il mattino del 28 aprile Torino era completamente liberata e Colajanni veniva designato vicequestore. Pochi mesi dopo "Barbato" era sottosegretario alla Difesa nel governo Parri e lo fu anche nel primo governo De Gasperi. Sino alla sua scomparsa Colajanni non cessò mai l’attività politica: consultore nazionale, membro della Camera dei deputati, membro del Comitato centrale del PCI, deputato regionale in Sicilia, vice presidente dell’Assemblea siciliana, segretario delle federazioni comuniste di Enna e di Palermo, consigliere nazionale dell’ANPI, attivo nel Consiglio nazionale della pace.

Fonte: ANPI.


Leonardo Speziale

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Leonardo Speziale (negli anni Settanta del Novecento)

Nato a Serradifalco (Caltanissetta) il 4 settembre 1903, morto a Gela (Caltanissetta) il 20 aprile 1979, operaio e dirigente politico sindacale.

Comunista, Speziale era emigrato, nel 1930, in Francia. Nel 1939 era stato attivo nell’Unione Popolare Italiana che si era costituita in quel Paese. Durante l’occupazione tedesca, l’operaio italiano era entrato nella Resistenza francese, operando a Saint-Etienne e poi nel Sud della Francia. Arrestato nel luglio del 1943, fu condannato ad una lunga pena detentiva, ma fu presto consegnato alle autorità italiane che lo rinchiusero nel carcere di Fossano. All’indomani dell’armistizio, Speziale, riuscito a fuggire, si trasferì a Brescia, su indicazione del PCI. Nella città lombarda fu tra gli organizzatori della lotta armata contro il nazifascismo, costituendovi i primi gruppi di gappisti. Nel dicembre del 1943, il militante comunista siciliano cadde, ferito, nelle mani della polizia fascista. Sottoposto a tortura, Speziale non solo seppe resistere ma, otto mesi dopo, riuscì ad evadere. Raggiunta la Val Trompia, contribuì alla formazione della 122a Brigata Garibaldi, della quale divenne commissario politico. Fu poi, sino alla Liberazione, ispettore delle Brigate Garibaldi nel Veneto. Finita la guerra e rientrato nella sua Sicilia, Leonardo Speziale fu protagonista e dirigente delle lotte politiche e sindacali, condotte dal movimento democratico per il progresso civile, culturale e sociale dell’Isola.

Fonte: ANPI.


Calogero Boccadutri

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri. Nato a Favara il 22 luglio 1907, morto a Caltanissetta il 17 luglio 1992. All’età di sette anni rimane orfano del padre, piccolo imprenditore che con i carretti trasporta merci e zolfo da e per la stazione di Aragona Caldara.

La circostanza alimenta una serie di rovesci familiari che !o costringono, unico maschio della famiglia, a lasciare la scuola per il lavoro: prima in miniera e poi nella costruzione di tratte ferroviarie. A diciassette anni, preso nel vortice dell’ambiente turbolento di Favara, viene coinvolto in un furto e preso in una delle retate del prefetto Mori. Sconta oltre sette anni di carcere duro. Da San Gimignano a Civitavecchia.

ln carcere matura la sua scelta di vita quando incontra i comunisti e tra questi Terracini che ne parlerà come di un comunista sobrio, attento e disciplinato. Aderisce al partito Comunista clandestino con il nome di Luzio q quando esce dal carcere nel ’31, prende i contatti con Salvatore (Totò) Di Benedetto componente del Centro lnterno del Partito a Milano. Costituisce le prime cellule a Favara e nella provincia di Agrigento.

ll Partito gli ‘chiede di trasferirsi a Caltanissetta per organizzare la rete clandestina in quella provincia dove si trasferisce tra molte difficoltà nel ’32. A Caltanissetta si collega dapprima con Pompeo Colajanni e Nicola Piave, figure note ai fascisti e fortemente controllati. Con le cellule comuniste clandestine, costituite nelle province di Caltanissetta e Agrigento, e la diffusione di documenti del Partito tesse una fitta rete composta da centinaia di compagni che alimentano l’attività antifascista: contadini, minatori, impiegati, studenti, e tra questi Emanuele Macaluso che lo seguirà sempre nei suoi itinerari, e, poi, Gaetano Costa, Gino Cortese, Leonardo Sciascia, il quale lo ricorderà sempre con sentimenti di amicizia e ne scriverà in alcuni scritti.

Mentre svolge il lavoro di copertura tra miniere e imprese di costruzioni stradali, tiene i collegamenti del centro della Sicilia con il Centro lnterno del Partito di Milano e con compagni di Reggio Calabria e Messina. Mantiene i rapporti con i compagni di Palermo, di Catania, di ira-pani, Siracusa e Ragusa, tiene i collegamenti con i socialisti e con Giuseppe Alessi dei popolari di Caltanissetta e con gli antifascisti Guarino Amella e Pasqualino Vassallo. Nel giugno del ’43 incontra Elio Vittorini nel suo viaggio politico in Sicilia e in quell’incontro si stabiliscono le iniziative per abbattere il regime nazifascista e dare vita ad un governo popolare e democratico. Vittorini si informerà continuamente di Boccadutri e ricorderà sempre con commozione e affetto il suo incontro con “Luzio”.

Lo sbarco degli americani nel luglio del ’43 lo coglie mentre, dopo il convegno dei comunisti a Lentini, e diretto a Ravanusa per stampare I’appello insurrezionale di Lentini. Non potendo rientrare a Caltanissetta si dirige, a piedi, a Favara, il suo paese, e lì organizza il governo della città che accoglie gli americani, proponendo come Sindaco Salvatore Amicò, valente artigiano favarese e figura esemplare di correttezza ed onestà. Nel frattempo impegnando la rete delle cellule del Partito organizza l’approvvigionamento alimentare di Favara che era rimasta senza.

Quando gli americani, con un pretesto, destituiscono il Sindaco Amico, organizza insieme ai compagni una manifestazione così imponente e determinata da costringere il comando americano a riconsegnare il governo del paese nelle mani del Sindaco Amico. Rientrato a Caltanissetta dopo qualche’ giorno, viene arrestato dagli americani e portato prima ad Agrigento e poi a Palermo all’Ucciardone.

Fonte: ANPI Sicilia.


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Colajanni, Calogero Boccadruti e Leonardo Speziale - Festa dell\’Unità di Caltanissetta, presso la Villa Cordova negli anni Settanta del Novecento

Per approfondimenti: online segnaliamo una intervista a Emanuele Macaluso, che fece parte del gruppo nisseno (Pandora). Del gruppo nisseno faceva parte anche Gaetano Costa, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1980.

Tra i libri: Vittorini nella città degli Angeli / Franco Boccadutri. - Rubettino, 2019. Franco era figlio di Calogero Boccadutri (Nuovo Sud).



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