2094

Innovativa decisione della Procura di Genova sulla Lega
di Adriano Todaro - martedì 25 settembre 2018 - 778 letture

Cosa farò quando avrò 152 anni? Un quesito da togliere il sonno. Voi vi domanderete che cosa mai può importarmi di cosa farò quando raggiungerò i 152 anni, considerato che sarò morto. Non è detto. Non mettiamo limiti alla Provvidenza. Vediamo un po’, facciamo due conti. Fra 76 anni il Vecchietto Rimbambito avrà 158 anni, avrà una nuova dentiera, l’ultima pompetta in tungsteno e il pannolino incorporato. Perderà bava dalla bocca, assomiglierà sempre più a un tacchino, userà il lucido di scarpe per tingersi i capelli ma non avendoli, si luciderà la pelata e continuerà a raccontare barzellette sporche che capirà solo lui; Matteo Salvini ne avrà 121 e farfuglierà che i napoletani puzzano senza accorgersi che si è cagato, nuovamente, addosso. La stessa età di Matteo Orfini che continuerà a credersi presidente di un partito ormai sepolto così che quando qualcuno lo va a trovare, lui si presenta in questo modo: “Piacere, sono un giovane turco di 121 anni”. E l’altro Matteo? Di anni ne avrà solo 119 e racconterà a tutti che ha avuto un’idea geniale: riempire il Senato di inquisiti con il suo babbo seduto in prima fila.

Racconto tutto ciò perché sono rimasto favorevolmente sorpreso da quanto deciso dalla Procura di Genova per cercare di recuperare i 49 milioni rubati dalla Lega a tutti gli italiani per ingrassare la famiglia Bossi e non solo. Ricordate lo slogan “Roma ladrona, la Lega non perdona”? Infatti, non ha perdonato e si è fottuta i soldi. Umberto Bossi fra 76 anni compirà 153 anni e da Gemonio rilancerà: “Noi della Lega ce l’abbiamo quasi duro” (sì, vabbè, lasciamo perdere). Eppure l’idea della Procura è buona e potrebbe diventare patrimonio comune anche per future sentenze. Ad esempio il Celeste Formigoni è stato recentemente condannato a più di 7 anni per aver ottenuto una serie di utilità tra cui l’uso di yacht, vacanze e cene per favorire le cliniche Maugeri e San Raffaele con delibere di Giunta per circa 200 milioni di rimborsi pubblici. Ora, al Celeste, la Corte dei Conti ha disposto il sequestro a carico dell’ex senatore di circa 5 milioni di euro, vitalizi compresi.

Ecco, allora, che appare il lodo Genova. Il Formiga potrebbe rimborsare i piccioli, entro il 2094, quando lui compirà i 147 anni, e scoprirà che il voto di castità e di povertà, fatto a suo tempo, è stato proprio una bella pensata per infinocchiare i cattolici creduloni. La stessa cosa si potrebbe fare per l’Eni-Saipem in relazione alla tangente di 200 milioni di dollari per corruzione internazionale. I magistrati hanno inflitto una sanzione pecuniaria di 400 mila euro e la confisca di 198 milioni di euro. Soldi che si potrebbero versare, in comode rate, da qui al 2094. In quel momento il presidente Eni, Paolo Scaroni, avrà 148 anni e penserà al fatto che è stato assolto perché “non sapeva”. Cioè un’azienda paga 200 milioni di dollari di tangente e il presidente non lo sapeva. Questo manco l’amministratore del vostro condominio potrebbe fare!

E mentre Carlo Calienta el sol, nipote del grande Luigi Comencini, continuerà a fare inutili inviti a cena per trovarsi un posto di lavoro e il Pier Luigi di Bettola pronuncerà frasi naïf sull’esigenza di una nuova sinistra, leggo di una azienda vicino a Firenze, la Bekaert di Figline Valdarno, che ha deciso di spostarsi in Romania mettendo così a repentaglio il posto di lavoro di 318 persone. Si potrebbe, anche in questa vicenda, utilizzare il lodo Genova e già mi vedo la scena. L’amministratore delegato convoca i rappresentanti sindacali e fa loro un bel pistolotto in cui sottolinea l’esigenza di essere più competitivi nel mercato mondiale: “Cari signori, noi facciamo tutti parte di una grande famiglia e come in tutte le famiglie, il capo – che sono io – deve avere una visione completa e non settoriale. Voi capite che per essere competitivi, oggi, è necessario applicare l’offshoring…”.

Un lavoratore lo interrompe: “Scusi, Icché gl’è cascato dal letto stamattina? Non c’ho capito un cazzo ma mi sembra che si sta facendo come quello che si tagliò i’ cinci pe’ fa’ dispetto alla moglie…”.

Ma no ‒ riprende bonario l’amministratore delegato ‒ non avete capito perché non sapete l’inglese. Offshoring significa delocalizzare. In pratica noi andiamo in Romania e voi fate come credete”.

Senta bon omo – lo interrompe di nuovo l’operaio – ripassi nel 2094 e gli faremo sapere cosa ne pensiamo dell’offshoring. Intanto sa dove se lo può mettere l’offshoring? Ecco proprio in quel posto”. Poi si rivolge ai suoi compagni ed esclama “Icché ci vah ci hole, ovvìa!”.

D’altronde, se il duo siciliano della politica, Musumeci e il grande Cateno, i Franco e Ciccio della Sicilia, scoprono che ci sono baraccati dal tempo del terremoto di Messina del 1908, spero proprio che la Provvidenza mi faccia arrivare al 2094. Sono sicuro che ne vedremo delle belle.


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