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15 anni di guerra infinita


Un video trasmesso dal format giornalistico Today, curato dall’emittente televisiva TV2000, ci racconta le atrocità di una guerra, attraverso le parole di Cecilia Strada.
mercoledì 18 gennaio 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 1912 letture

Spettacolarmente, come è d’uso quando si cerca di dare una giustificazione nobile ad una nuova guerra, l’intervento armato in Afghanistan, quindici anni fa, era stato presentato alla stampa internazionale con l’altisonante Enduring freedom.

Quella libertà, che anche l’Italia si era impegnata a regalare a quel popolo così lontano e di diversa cultura, è stata sostenuta da immagini propagandistiche che ci parlavano di terrorismo orchestrato dalle mani di Bin Laden, di donne "costrette" (?) a nascondersi dentro un burqa, di una necessità a riportare pace e libertà, appunto, in un paese martoriato dalle guerre, davvero infinite, che hanno segnato la sua storia e il destino di generazioni.

Si era detto che occorreva dare una risposta forte agli attentati dell’11 settembre. Che non si poteva rimanere inermi ad osservare l’attacco dell’estremismo islamico verso la civiltà occidentale. Che le migliaia di morti delle Twin Towers meritavano giustizia. Ed anche vendetta, aggiungiamo noi.

E così, tra strategie belliche frutto di esperienze sempre recenti come la guerra in Iraq (anche quella mai finita), e il coinvolgimento delle nazioni "democratiche" che gestiscono da sempre le sorti del mondo, l’enduring freedom si è trasformata negli anni in enduring war. Come abbiamo detto l’Italia ha fatto la sua parte con i suoi 6 miliardi spesi e, come sottolinea Emergency, se si considera che l’associazione fondata da Gino Strada ha speso dal 1999 una cifra che il nostro paese ha investito in questa guerra soltanto in un mese e mezzo e, senza sottovalutare che i soldi spesi da Emergency sono stati destinati per curare 5 milioni di afghani, appare alquanto folle e contraddittoria la partecipazione dell’Italia in un progetto che avrebbe dovuto rappresentare un aiuto per quella popolazione martoriata.

La guerra, come è noto a tutti, non è mai finita. Come non lo sono tutte le altre iniziate per le stesse motivazioni e supportate dalle stesse nazioni. L’unico dato certo è il numero di vittime mietuto tra i civili, la distruzione di città ha assunto il valore di un ennesimo effetto collaterale. Quanto sta accadendo anche in Siria, visti i precedenti, presuppone purtroppo una continuità strategica condotta dalla coalizione occidentale, garantendoci anche in questo caso un altro genocidio tra i civili, dei quali moltissimi, troppi bambini.

Proponiamo ai lettori il video della puntata speciale di Today, andata in onda lo scorso 29 dicembre su TV2000, contenente due reportage, uno di Solen De Luca che raccoglie le voci discordanti sulla vicenda, tra cui quello dell’ex ministro alla Difesa, Antonio Martino, di Francesco Vignarca, portavoce della Rete italiana per il disarmo, il secondo, di Christian Elia e Manuel Perini, propone il punto di vista dei civili attraverso storie e testimonianze. In studio con Andrea Sarubbi c’è Cecilia Strada, presidente di Emergency.


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