12 marzo 2005: manifestazioni in Calabria e Sicilia contro il Ponte

In Calabria, da Roccella Jonica a Villa San Giovanni, da Crotone a Cosenza fino a Gioia Tauro, tutta la regione è scesa in strada per chiedere lo stop al ponte...
di Redazione - domenica 13 marzo 2005 - 7627 letture

Dalla Calabria alla Sicilia proteste contro il ponte di Messina

di VINCENZO FOTI, La Repubblica (12 marzo 2005)

MOBILITAZIONE nazionale contro il Ponte sullo Stretto. In Calabria, da Roccella Jonica a Villa San Giovanni, da Crotone a Cosenza fino a Gioia Tauro, tutta la regione è scesa in strada per chiedere lo stop al ponte e destinare allo sviluppo del Mezzogiorno investimenti più concreti. Ma le organizzazioni ambientaliste (Wwf, Italia Nostra e Legambiente) hanno organizzato volantinaggi e sit-in un po’ in tutta Italia. La manifestazione si è conclusa a Messina con un happening nei giardini "Quasimodo", a cui hanno partecipato i lavoratori marittimi.

"Sono qui - ha detto il direttore nazionale di Legambiente Francesco Ferrante - per rimarcare la necessità avvertita da tutto il movimento ambientalista che la linea ferrata della ionica diventi una battaglia di carattere nazionale. Non è possibile che intere fasce di popolazione vengano tagliate fuori dal sistema dei trasporti e che per costruire il ponte le Ferrovie paghino una tassa talmente alta che finirà per incidere sul futuro del Sud".

Cento milioni di euro da pagare per trent’anni, più i fondi per tutte le opere di collegamento e il trasferimento di risorse ministeriali - circa 38 milioni di euro l’anno - dalle Fs alla società Stretto di Messina sono davvero troppi, denuncia Legambiente. In base alla convenzione stipulata tra il governo italiano e la società, le Ferrovie dovrebbero pagare un canone annuo di 100 milioni di euro per far passare i treni sul ponte. Senza considerare le spese per rifare la linea ferrata e renderla compatibile all’altezza della struttura.

Insomma, Trenitalia dovrebbe finanziare un’opera da più parti giudicata inutile e dannosa, con un’emorragia di somme ingenti che potrebbero invece essere destinate all’ammodernamento e al potenziamento del sistema ferroviario in Calabria, in Sicilia e in tutto il Sud.

"Con il Ponte sullo Stretto di Messina - rileva il segretario aggiunto del Wwf, Gaetano Benedetto - l’Italia diverrà più povera. Più povera dal punto di vista economico, considerato che i circa 6 miliardi di euro di finanziamenti destinati alla realizzazione dell’opera vengono da società pubbliche (Fintecna) o comunque saranno raccolti dai privati grazie all’emissione di obbligazioni garantite dallo Stato".

Il Ponte sullo Stretto verrebbe realizzato per intero con denaro pubblico; per di più lo Stato, oltre a investire 2,5 miliardi a fondo perduto attraverso società controllate come Fintecna, Anas e le stesse Fs, e a girare un canone annuo di 150 milioni di euro alla società Stretto di Messina, si impegna a coprire l’eventuale deficit conseguente alla scarsità di traffico sull’attraversamento. La convenzione stabilisce che entro il 31 dicembre 2011 Rfi - società del Gruppo Fs adibita alle infrastrutture - dovrà realizzare tre opere di contorno al Ponte: il collegamento con la nuova stazione di Messina, lo spostamento della linea tirrenica in corrispondenza di Cannitello e una "bretella" che congiungerà il ponte a Villa San Giovanni, costruita in galleria per recuperare il dislivello con i binari attuali.

L’esasperazione di ieri ha prodotto momenti di nervosismo, scaturito nell’improvvisa decisione di occupare i binari in prossimità della stazione di Roccella. Soltanto l’intervento degli organizzatori e dei politici locali ha impedito che la situazione degenerasse. La replica davanti alla stazione centrale di Reggio Calabria, dove ad attendere i manifestanti c’era un carro allegorico animato da una simbolica gallina dalle uova d’oro, emblema del vorticoso giro d’affari che alimenta la speculazione sulla grande opera.

A Reggio erano in migliaia. Presenti anche i candidati alla presidenza delle Regioni Calabria e Puglia, Agazio Loiero e Nichi Vendola, europarlamentari, Tano Grasso e Antonio Cederna, alcuni sindaci dei paesi siciliani e calabresi coinvolti dal progetto. E ancora, associazioni, sindacati, partiti politici accanto a sigle internazionali come Friends of the Earth Germany ad associazioni ungheresi, bulgare.

Nel pomeriggio, tutti a Messina. Meno gente che a Reggio, raccolte centinaia di firme contro il Ponte.


Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> 12 marzo 2005: manifestazioni in Calabria e Sicilia contro il Ponte
15 marzo 2005, di : francotomasello |||||| Sito Web: SI PONTE

fra cento anni si dira che tutte queste manifestazioni erano "condotte" da solo "ignoranza consapevole". La strada ferrata in Sicilia giova solo ai ferrovieri ed ai marittimi ferrovieri,anche loro andranno in pensione,i loro figli andranno al nord del mondo. francotomasello nb:Il problemo si risolve senza ferrovia in sicilia e senza ferrovia sul ponte e sopratutto senza speculazioni politiche ambientalistiche
    > 12 marzo 2005: manifestazioni in Calabria e Sicilia contro il Ponte... ma io sono a favore.
    16 marzo 2005, di : Tor Romeo |||||| Sito Web: Per favore, non date un calcio al Futuro !!

    ’gnurant. Sapete niente del futuro asse ferroviario Berlino - Palermo, del completamento dell’autostrada A20 PA-ME, della ristrutturazione della A3 SA-RC, del potenziamento della rete Calabra, e del raddoppio della tratta ferroviaria Palermo-Messina, nonché del passaggio ad insularità zero (per i residenti in Sicilia) ? Tutti questi lavori li stanno continuando, affinché le due regioni italiane possano avere una buona integrazione col territorio nazionale ed internazionale. Ecco alcuni siti che dovreste visitare: "http://www.italferr.it/progetti_italia/nodi_urbani.asp", "http://www.italferr.it/progetti_italia/attivazioni.asp", "www.strettodimessina.it", "www.trenitalia.com", "http://www.autostradesiciliane.it/", "http://www.provincia.reggio-calabria.it/pagine/testo.php?t=comunicati&id=41", "http://www.cannitello.it/ponte_storia.htm". Così vi rendete conto di che cosa sia lo sviluppo, e di quanto sia inutile protestare, perché andreste contro voi stessi. Il traffico nell’area dello stretto è tale che se entro il 2020 non facessero il ponte, tutto il traffico sarà talmente congestionato che lo sviluppo si fermerà, perché il problema è sempre quello: il "collo di bottiglia" sul confine interregionale, ovvero lo Stretto Di Messina, che separa la Sicilia dal continente, benché sia solo di 3 km circa. Se protestate lo fate contro voi stessi, perché il ponte è l’unica soluzione per accelerare lo sviluppo al sud, come nelle altre regioni italiane. L’idea di costruire un ponte sullo stretto è vecchia da secoli. Il sito del comune di cannitello www.cannitello.it spiega tutto sul ponte ed anche sul vecchio elettrodotto sullo stretto ormai sostituito da cavi sottomarini. La comunicazione è importante nel XXI secolo! Comunicare è vita ! Pensate che loro non abbiano tenuto conto di tutte le condizioni ambientali e geografiche per realizzare quest’opera del terzo millennio ? Io sono ottimista, ed entro il 2020 tutta la rete meridionale ferroviaria e autostradale sarà adeguata agli standard dello sviluppo europeo, cosa che ho sempre desiderato. Per chi viaggia, il ponte e la rete ferroviaria potenziata sarà un grande vantaggio; ma anche per chi non viaggia, quel ponte accelererà gli scambi di risorse tra i comuni interregionali, e per lo stato, come conseguenza un miglioramento della qualità della vita e di una attenuazione del degrado sociale che da anni attanaglia l’estremità inferiore del nostro paese. Loro hanno "vinto la scommessa" per l’autostrada A20, ormai completata, e prevedo che ce la faranno anche per tutto il resto. Mettiamo le due terre al "guinzaglio", per un futuro migliore.