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1.200 euro al mese sono grasso che cola?

Renzi dialoga con le forze dell’ordine ma ignora le “forze del sociale” La Usb risponde con un comunicato stampa alle dichiarazioni del premier sul Pubblico Impiego.
di Redazione Lavoro - mercoledì 10 settembre 2014 - 1766 letture

Comunicato Stampa

"Secondo alcune indiscrezioni, il Governo si starebbe adoperando per individuare delle forme di recupero salariale per le forze dell’ordine in modo da mettere fine alla protesta della categoria.

Se è giusto remunerare tutti coloro che soffrono per i bassi salari, fra cui le forze dell’ordine, l’USB Pubblico Impiego sottolinea l’importanza delle “forze del sociale”, ovvero tutti quei lavoratori pubblici che – dalla sanità agli enti locali, dalla scuola alla ricerca - si impegnano ogni giorno per assicurare quei servizi che ogni cittadino si aspetta dallo Stato sociale. Lavoratori la cui busta paga si attesta sui 1.200/1.300 euro al mese e che adesso vedono prorogato il blocco dei contratti almeno a tutto il 2015: altro che “grasso che cola”…

È evidente il disinteresse del governo Renzi per il funzionamento macchina statale, sempre più sotto attacco con altrettanto evidenti prospettive di privatizzazione per mettere sul mercato i servizi ora erogati alla collettività dal sistema pubblico.

In difesa dei servizi e dei diritti, per il rinnovo del contratto quale diritto per tutti i lavoratori, l’USB porterà la mobilitazione in tutti i posti di lavoro e nelle piazze".

Questo comunicato stampa era stato preceduto da un editoriale Usb, rivolto anche alle altre sigle sindacali che, sul blocco dei contratti agli statali, si erano dimostrati sorpresi dalla messa in pratica da parte del governo da quanto previsto dal Def nei mesi precedenti. Riportiamo qui di seguito il testo dell’editoriale della Usb.

EDITORIALE USB DEL 5 SETTEMBRE 2014

Cialtroni!

Come da noi più volte sostenuto ed argomentato nei mesi scorsi, arriva puntuale la conferma del blocco dei rinnovi contrattuali per il pubblico impiego. La notizia, ormai vecchia di qualche mese, era già contenuta nel DEF e contro questa previsione la USB aveva chiamato allo sciopero i lavoratori pubblici il 19 giugno scorso.

Uno sciopero partecipato e diffuso, segno che la rabbia può più della rassegnazione che pure alberga negli uffici pubblici e su cui molto fa leva il governo.

Dopo che autorevolissimi Ministri quali Padoan e Madia avevano più volte negato quello che noi andavamo denunciando, la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri si è peritata ieri sera di smentirli clamorosamente ricordando ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl l’esistenza di questa previsione già nel DEF facendogli fare la figura dei cialtroni che oggi gridano allo scandalo e che invece facevano finta di niente quando la sola USB chiamava alla rivolta(ma possibile che la parola DIMISSIONI sia completamente sconosciuta a ministri bugiardi e a sindacalisti cialtroni?).

Certo così facendo i sindacati ex concertativi ( non per loro scelta, ma perché gettati via come roba ormai inutile ) non contribuiscono a contrastare quel giudizio di loro che ormai si fa sempre più strada tra i lavoratori e che sempre più li accomuna alla casta politica, anzi fanno di tutto per corroborare l’impressione che il sindacato serva ormai a poco o nulla, che è poi la tesi che il governo va diffondendo a piene mani.

Invece il Sindacato, quello generale, quello che lotta e che si oppone alla devastazione dei diritti, economici e non, dei lavoratori, dei disoccupati, dei senza reddito serve eccome. Serve ad avere più forza nelle nostre rivendicazioni e nelle nostre lotte, anche in quelle difensive. Serve ad esempio ad impedire che i soldi dei mancati rinnovi contrattuali nel pubblico impiego vadano a finanziare le avventure guerrafondaie che anche l’Italia si appresta a condividere nei numerosi teatri di guerra che una scellerata politica imperialista e di competizione tra potenze ci sta portando fino sulla soglia di casa.

Invece della guerra, scegliamo la guerriglia! Ogni posto di lavoro pubblico diventi, anzi torni ad essere, un luogo del confronto e della discussione per preparare le risposte al governo e al suo tentativo di scaricare sui lavoratori le scelte che, dettate dall’Europa, hanno prodotto miseria e disoccupazione mai visti dal dopo guerra.

Non lasciamo che la questione del mancato rinnovo dei contratti diventi questione che riguarda carabinieri e poliziotti ai quali, comunque, consigliamo lo sciopero del manganello!

(Roma, 5 settembre 2014)


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