Ricordate le 125 pagine, le 6 mila tonnellate di carta, i miliardi spesi per far arrivare il volume di Berlusconi in tutte le case italiane? Beh dimenticate tutto. Quello che segue è l’epilogo
L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato condannato alla pena di 7 anni di reclusione per aver molestato e stuprato alcune sue dipendenti e collaboratrici, fra cui una minorenne.
Si conclude così una vicenda cominciata negli anni scorsi e che aveva avuto l’epilogo quando, nel 2007, l’allora presidente del Consiglio si era dimesso nel momento in cui gli venne comunicato di essere indagato. Berlusconi si è difeso nel processo e non dal processo considerato che si è presentato in aula ogni volta che i giudici l’hanno ritenuto opportuno, pur dichiarandosi sempre innocente. I suoi avvocati si sono battuti solo su un punto: cercare di dimostrare che le vittime di Berlusconi fossero consenzienti.
D’altronde anche lui non si è mai fatto scudo della sua carica, essendosi, appunto, dimesso, prima di andare a processo e non ha mai goduto o voluto godere di immunità, né ha mai parlato di "fumi persecutori".
Anche l’età dell’ex presidente, 75 anni, non è da ostacolo alla galera. In Italia la legge prevede che chiunque commetta un reato, indipendentemente dall’età, finisce nelle prigioni di Stato.
N.B. - La storia è tutta vera. I personaggi no. Dovete sostituire il nome di Silvio Berlusconi con quello del capo dello Stato israeliano Moshe Katzav, condannato la scorsa settimana a 7 anni di detenzione. E dovete, naturalmente, sostituire "Italia" con "Israele" non dimenticando che in quel Paese governa la destra. Per ultimo, Moshe Katzav ha 66 anni e non 75.