Si potevano evitare i morti dello Tsunami?


Sì, dicono gli scienziati. Come? Collocando, come avevano sollecitato, due "tsunamometri", cioè alcune boe dotate di sismografi, per misurare l’impatto di questi terremoti. I rischi dell’Oceano Indiano erano conosciuti.
domenica 16 gennaio 2005, di Redazione - 1917 letture

Si potevano evitare i morti dello Tsunami? Michel Collon (31.12)

Sì, dicono gli scienziati. Come? Collocando, come avevano sollecitato, due "tsunamometri", cioè alcune boe dotate di sismografi, per misurare l’impatto di questi terremoti. I rischi dell’Oceano Indiano erano conosciuti.

Complicato? No. Da ben cinquanta anni, gli Stati Uniti hanno installato sei tsunamometri per proteggere le loro coste.

Caro? 250. 000 $ l’uno (*). È quello che costa la macchina da guerra del Pentagono ogni secondo, 1.500 milioni di $ al giorno.

Troppo caro a dispetto di tutto? Sì. Gli scienziati non avevano ottenuto i crediti. Quanto vale una vita umana nel nostro sistema?

Ma ciò non è tutto. Sembra che si sarebbe potuto avvisare le autorità dell’Asia. In effetti, gli scienziati che lavorano per la National Oceanic & Atmospheric Administration degli Stati Uniti hanno avvisato con sufficiente anticipo la base militare Usa Diego García, che non ha sofferto danni. Ma sembra che non abbiano staccato il telefono per avvisare i governi dell’Asia, secondo le accuse di due statunitensi (* *). Avrebbero inviato solo una e-mail all’Indonesia, senza occuparsi d’altro.

Se avvisate, le vittime avrebbero potuto ritirarsi verso l’interno o situarsi in qualche posto elevato: la differenza tra la vita ed il disastro erano 10 o 15 metri. Come spiegare questo disprezzo per le vite del Terzo Mondo e di semplici turisti? Ovviamente, anche i governi locali ed i governi dei paesi ricchi possono essere denunciati per non avere finanziato quei "tsunamometri." E non è la prima volta che si stabilisce un’industria turistica in una zona di rischio.

In questi momenti tragici, che cosa fa l’uomo più potente del mondo? Bush ha lanciato un’elemosina di 15 milioni di dollari [si è saputo che Bush ha aumentato sostanzialmente quell’importo solo dopo la stesura dell’articolo]. Cioè, la millesima parte di quello che ha speso contro il popolo iracheno. Chiaro che la guerra dà grandi benefici alle multinazionali; la guerra gli permette di intimorire e mantenere il loro dominio nel mondo...

Questo disastro c’invita alla riflessione: 1. Sì, le catastrofi sono naturali, ma la maggior parte delle loro conseguenze potrebbero evitarsi o ridursi. È questione di priorità nelle spese.. 2. Una società nella quale la scienza e la tecnologia sono tanto sviluppate e non servono, non è per caso una società assurda? 3. A che cosa bisogna dedicare le migliaia di milioni? A fare la guerra o a salvare vite? 4. Il sapere può continuare ad essere monopolizzato dai paesi ricchi? Perché gli esperti e le conoscenze necessarie esistevano, ma nel posto inadeguato; perché i cervelli si comprano e monopolizzano come volgari merci... 5. Un altro mondo non è solo possibile, bensì indispensabile. Il mondo che sostituirà le dittature del massimo beneficio delle multinazionali per la cooperazione e la solidarietà tra i paesi

(*) Nota del traduttore: il costo dei due tsunamometri sarebbe asceso a circa 500 000 $, cioè circa 360. 000 ? o circa 60 milioni di pesetas: La macabra quantità di 3 ? o di 500 pesetas per morto! (* *) Sara Flounders e Dustin Langley. Comunicato dell’International Action Center, Usa. www.michelcollon.info

http://www.michelcollon.info/articles.php?dateaccess=2004-12>http://w ww.michelcollon.info/articles.php?dateaccess=2004-12- 30%2011:30:09&log =invites

Traduzione dallo spagnolo di FR, www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società

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