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Salemi e l’ultima farsa di Sgarbi


Sonia Alfano ci aveva visto giusto dal suo blog, quando il 17 maggio scorso suggeriva lo scioglimento del comune di Salemi per infiltrazioni mafiose. (dal Blog di Sonia Alfano)
martedì 7 febbraio 2012, di Redazione - 452 letture

Finalmente si fa luce sull’amministrazione comunale di Salemi! Quasi un anno fa, a seguito dell’operazione “Salus Iniqua”, che portò al sequestro di 35 milioni di euro alla persona che volle la candidatura di Vittorio Sgarbi a sindaco di Salemi, inviai una nota ufficiale al Ministero dell’Interno (e per conoscenza al Prefetto di Trapani), per chiedere di valutare la possibilità dello scioglimento del consiglio comunale della cittadina trapanese. In quella occasione, come in altre, Sgarbi replicò con offese e intimidazioni.

Ora la Commissione di accesso agli atti ha finito il suo lavoro e ha inviato la relazione (centinaia di pagine) al Ministero dell’Interno. Io non ho dubbi sul fatto che il comune di Salemi sarà sciolto per infiltrazioni mafiose. Nella misura di prevenzione personale e patrimoniale chiesta e ottenuta dalla Questura di Trapani ai danni di Giuseppe Giammarinaro, pluripregiudicato e presunto mafioso, infatti, era già ben delineata l’importanza che le pressioni mafiose avevano sulla giunta di Vittorio Sgarbi.

Eppure oggi il sindaco, nell’annunciare per l’ennesima volta le sue dimissioni, dice di non essersi mai accorto di nulla. E’ l’ultima delle volgari farse del noto pregiudicato. Nel leggere le sue parole ho ricordato di quando insieme ai ragazzi del Meetup di Palermo sono andata a Salemi, al suo comizio con “tapiri” sul palco e “picciotti” in prima fila, per informare i cittadini sul suo davvero poco limpido passato e sulle sue amicizie con personaggi equivoci: nello specifico l’ex democristiano andreottiano Giuseppe Giammarinaro, noto alle cronache giudiziarie trapanesi per essere stato anche destinatario di una misura di sorveglianza speciale. In quell’occasione il candidato sindaco Vittorio Sgarbi incaricò i “picciotti” di Giammarinaro di aggredirci. Poi lo ringraziò per il sostegno elettorale.

Come dicevo, il sindaco non si era accorto di essere amico di Giammarinaro né si era accorto di come questi avesse condizionato l’attività della sua amministazione, sebbene fosse noto un po’ a tutti. Oggi, peraltro, un attimo prima di annunciare le sue dimissioni, ha sospeso il “concorso” (altra trovata ridicola del suo percorso politico) indetto per nominare un vicesindaco e ha fatto la sua scelta. Chi avrà nominato? Giuseppe Giammarinaro!! Incredibile ma vero! Mi auguro che sia davvero l’ultimo dei suoi scriteriati atti contro Salemi.

In passato, tra le altre cose, Sgarbi fece delle pesantissime allusioni sull’Associazione che presiedo, quella che riunisce i familiari delle vittime innocenti della mafia. Insinuò un fantomatico “sperpero di danaro pubblico”, pur essendo perfettamente consapevole del fatto che ci siamo sempre autofinanziati. Sempre in quella circostanza, mi accusò di volere la Sicilia in mano alla mafia per poter continuare a “fingermi vittima”, offendendo non solo me, ma anche la memoria di mio padre, giornalista ucciso dalla mafia nel 1993.

Bene, oggi mi pare chiaro un concetto: non sono io il sindaco di un comune che sta per essere sciolto per gravi infiltrazioni mafiose. Non sono io che ho appena nominato vicesindaco il presunto mafioso Giammarinaro. Non sono io che voglio la Sicilia in mano alla mafia. Anzi. Io questo scioglimento l’ho chiesto, quindi mi pare evidente che la mafia la disprezzo, così come disprezzo quanti colludono con essa.

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