Abbiamo visto "Richard III, overu la nascita du novu putiri" con Simona Malato, regia e traduzione in siciliano di Giuseppe Massa.
Il luogo è stato il teatro occupato Coppola di Catania, iniziativa che Girodivite sostiene. La compagnia teatrale palermitana Sutta Scupa ha voluto dare la sua solidarietà all’iniziativa dell’occupazione / liberazione, con una serata davvero splendida: la rappresentazione della piece "Richard III". Sottotitolo: "overu la nascita du novu putiri".
Che poi questo evento teatrale avvenga il 5 gennaio anniversario dell’uccisione (a Catania) di Giuseppe Fava, rende ulteriormente significato e senso a quanto abbiamo assistito.
Diciamo subito che Simona Malato è davvero brava, riesce da sola a moltiplicarsi in un gioco di specchi (presenti peraltro in scena) con quattro personaggi - quattro "volti", "voci", "personae" -. L’uso della lingua siciliana moltiplica i rimandi degli specchi in una progressione geometrica di significati e di rimandi. Il tema è il potere. Come del resto è il filo rosso della migliore tradizione letteraria siciliana (da Tempio a Sciascia), il contributo vero della cultura siciliana alla cultura occidentale. E’ lo stesso potere che ha ucciso Pippo Fava, il potere che uccide e travolge i "piccoli" sempre, dovunque, quotidianamente. E pretende l’assoluzione, o la perpetuazione. Che il mondo faccia finta di niente. L’uso della lingua siciliana è lo scarto che permette alla verità di scontornarsi dalla lingua dei potenti, di disvelare l’inganno e comunicarci la sintonia con il dolore esistenziale, umano, di chi di quel potere è la vittima. Innanzitutto le donne, certo. Chiamate a dare voce a tutte le vittime uccise dal potere. E, nel gioco degli specchi, a dare voce anche al potere stesso, la terribilità straziante del potere che è la disperata protesta delgi umani nei confronti della morte.
Il testo tradotto da Shakespeare da Giuseppe Massa, portato sulla scena da Simona Malato, riesce grazie a una coreografia e una scenografia moderna (in cui si sente la lezione di Emma Dante e della migliore tradizione teatrale contemporanea) a convincere il pubblico: siamo davvero davanti a un gruppo teatrale da cui ci aspettiamo ancora altre cose buone.
Scheda: RICHARD III(overu la nascita dû novu putiri)-1 studio
Associazione Bogotà in collaborazione con A.C. Sutta Scupa e Nostra Signora c.c.d. RICHARD III(overu la nascita dû novu putiri)-1 studio Di William Shakespeare. Regia e Traduzione in siciliano Giuseppe Massa. Con Simona Malato. Scene e Costumi Simone Mannino. Luci Rudy Laurinavicius. Assistente alla regia Simona D’Amico. Aiutocostumista Isabella Stefanelli.
La crudele e approfondita analisi sui comportamenti dell’uomo quando quest’ultimo entra in relazione col potere è il motivo principale che mi ha spinto a mettere in scena un classico del teatro qual è il Riccardo III di Shakespeare. In questo primo step abbiamo deciso di concentrarci sull’universo femminile presente nell’opera: tre donne a lutto, tre donne d’età diversa, tre differenti cariche emozionali accumunate però dalla stessa via crucis fatta di dolore e tradimenti. Quasi il riflesso triplicato di una stessa regina ripetutamente spodestata, ripudiata, abbandonata. All’interno di questo cimitero del potere perduto, il nostro Riccardo, diabolico affascinante mostro assassino, non poteva che essere un’ulteriore emanazione di quell’universo femminile che è stato capace di generarlo. La traduzione in lingua siciliana ci ha consentito di esplicare al meglio le dinamiche emotive e psicologiche dei personaggi, ed ha esaltato le atmosfere poetiche e senza tempo del testo shakespeariano. Il nero è il colore predominante: il nero del lutto, del fascismo, della lugubre notte in cui è precipitata un’umanità ubriaca di sangue. In questo primo studio nessuna fievole luce di redenzione c’è sembrata trapelare dalla coltre di corruzione e decadenza di questo mondo (ahimè!) così simile al nostro.
Scheda: la compagnia Sutta Scupa
Sutta Scupa è un termine della lingua siciliana che può essere tradotto con Sotto Pressione. E’ uno stato d’animo in cui la società contemporanea costringe la nostra generazione di uomini e donne, nostro malgrado, a vivere.
In un perenne bivio: o di qua o di là.
Sutta Scupa…
è un teatro che ha la necessità di affrontare la contemporaneità, tentando di spremere poesia e pensiero dalla realtà che viviamo.
È un teatro scenograficamente minimale.
Realistico per quel che concerne l’uso dei costumi.
Preciso e ritmicamente ripetuto nella sua partitura gestuale.
Semplice nella restituzione della parola.
Esplicito nel chiarire lo stato emotivo dei personaggi.
Sutta Scupa è un teatro di ricerca nella misura in cui è sempre pronto a mettersi in discussione e a cambiare rotta. A rinnegare se stesso in funzione di un percorso inesorabile. È un teatro che si pone delle domande senza aspettare o dare delle risposte.
È un teatro che vuole arrivare al cuore e alla testa del maggior numero di spettatori possibili: nei grandi teatri, nelle feste di piazza, dentro i centri sociali occupati. È un teatro che prova a rendere manifesta la misteriosa dicotomia tra ripetibilità e irrepitibilità di un’opera teatrale.
...”ultima nata fra quelle nuove espressioni del teatro italiano che si vanno facendo faticosamente strada in un panorama chiuso e per molti aspetti scoraggiante, ulteriore testimonianza della fertilità di un Sud che è ormai il bacino creativo cui attinge la parte più viva della nostra scena, il gruppo palermitano Sutta Scupa rivela da subito una vocazione estrema che riflette i caratteri di certe esperienze odierne: la rinuncia alla forma, la destrutturazione del linguaggio, il bisogno di affondare le mani nella realtà
della vita”... Renato Palazzi_ Il Sole24ore
La compagnia Sutta Scupa ha esordito con lo spettacolo omonimo “SuttaScupa”, che debutta nel Gennaio 2006 al Rialto Sant’Ambrogio a Roma. Il percorso dei protagonisti del progetto si arricchisce grazie all’ intervento produttivo del Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa. Lo spettacolo ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica nel corso di una lunga tournèe che ha toccato prestigiose vetrine del teatro italiano e internazionale tra i quali il Festival Premières al TNS di Strasbourg. Due momenti del lavoro sono stati inseriti tra le scene girate da Wim Wenders al Teatro Garibaldi per il film “The Palermo Shooting”. Nel Gennaio del 2008 debutta, al Viper Theatre di Firenze, “GiOtto studio per una tragedia”, e nel Giugno dello stesso anno, al Festival delle Colline Torinesi, Rintra ’U Cuòri (omaggio a Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti). Quest’ultimo lavoro è stato incluso all’ interno dell’ ultimo Festival dell’Unione dei Teatri d’Europa. Nel Febbraio del 2011, dopo la presentazione dello studio al Teatro Out Off di Milano, debutta al Teatro Nuovo di Napoli, “Nudo Ultras”.
Scheda: Simona Malato
Si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Biondo Stabile di Palermo nel 1998. Successivamente studia recitazione, danza, e arti marziali con vari maestri, in laboratori e stages in varie città d’Italia e d’Europa tra cui: Claudio Collovà, Danio Manfredini, Malou Airaudo, Ester Ambrosini, Alessandra Luberti, Olivier Gelpe, Guido Tuveri, Jean-Hugues Miredin, Felix Ruckert, Simonetta Alessandri, Cinzia Scordia, Iwana Masaki, Carlotta Ikeda, Sayoko Onishi, Marie Gabrielle Rotie.
Interprete:
CV Interprete
FILM
2009 Baaria - La porta del vento
s.a. Sogno da "Sogno di una notte di mezza estate"
TEATRO
2009 Rintra ‘u cuori
2008 Occhi
2007 Sangu Miu
2006 Ciao Amore
2005 Angelo per cristiano
Woyzeck
2004 Donne in tempo di guerra
Terra desolata (La)
2003 M’ Palermu
2002 Famiglia (La)
K. L’Agrimensore
2001 Caduta degli Angeli (La)
2000 Salinger on the beach
Guerrieri sulle nuvole (I)
s.a. Insonnia 6 a.m. girl
Tour Carmen Consoli
Echo (L’)
Fleurs interdites (Les)
DOCUMENTARI
s.a. Nausicaa and the Odyssey
Regista:
TEATRO
2007 Sete Assurda (La)
2003 In cammino
s.a. Insonnia 6 a.m. girl