Era, immagino, una primavera di luce.
C’erano tutti, e gli altri sarebbero arrivati.
Accanto a lei la madre, le madrine, la strada, il quartiere.
Godeva del fresco e della penombra di una delle due stanze al pianterreno che, assicura la madre, teneva pulitissime complice il sonno della bambina dopo il bagno e la deposizione nella culla, dove tutto era rigorosamente ricamato e cucito a mano: lenzuola, coperte, vestiti, scarpine, pannolini.
Fermiamoci qui, per il momento. Il mondo è la culla al pianterreno.