Il sobrio governo Monti vuole scippare il vitalizio, e non solo, ai parlamentari che hanno già dato abbondantemente. L’on. Mussolini (Alessandra non il nonno) si ribella. Le sue sono idee bipartisan
I pensionati italiani non debbono angustiarsi. E’ vero, il governo ha compiuto dei tagli sulle loro pensioni, si deve lavorare di più e prendere meno, è aumentata la benzina, ci sarà l’Ici ed altro ancora ma se può loro consolarli, c’è qualcuno che sta peggio.
Sono i parlamentari, sempre più strapazzati da un governo sobrio e con il loden verde, i quali rischiano di pagare per colpe che, obiettivamente, non hanno. Per fortuna, però, anche loro cominciano ad organizzarsi, ad istituire comitati di protesta, a trovarsi dei capipopolo che portino avanti le loro sacrosante istanze.
Fra l’altro bisogna riconoscere che hanno già dato, nel senso che i sacrifici li stanno già compiendo. Prendete, ad esempio, i pasti. Prima con meno di 5 euro potevano mangiare l’aragosta; oggi ce ne vogliono 11 di euro: 6 euro in più non sono uno scherzo.
Ora il sobrio governo vuole mettere le mani sul loro vitalizio. E’ una porcata stalinista perché non è giusto prendersela sempre con chi non ha potere. Un poveraccio fa di tutto per essere eletto, briga, spende un sacco di soldi e di energia, spesso cambia anche partito, sorregge governi in catalessi, ingoia escort e parenti di Mubarak, finalmente può giocare sugli scranni parlamentari con l’IPad donato dagli italiani e prendersi il sudato vitalizio ed invece, zac, arriva Monti che lo vuole tagliare.
No. Non è giusto, non è equo. Per fortuna, come dicevamo qualcuno si ribella. In un’intervista al settimanale A, viene sviscerato, con molta chiarezza, il mussolinianopensiero. Afferma con afflato ‒ dove si può però scorgere una rabbia a fatica contenuta ‒ Alessandra Mussolini: "E’ come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi...".
Alessandra sa quello che dice perché è medico. Trovare per strada una torma di onorevoli nudi, con questa temperatura, fa tremare il sangue nelle vene. Ve lo immaginate? Magari girate l’angolo e vi trovate Scilipoti, nudo. Che non è un bel vedere. Ma la nipotina del Duce, come il nonno del resto, conosce bene gli italiani e non si fida: "Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più. Se abbassassero i nostri stipendi a 1.000 euro al mese, la gente ci vorrebbe veder prendere 500 euro".
Potrebbe essere una proposta: 500 euro al mese. Che è un bel prendere. Alessandra Mussolini fa parte della generazione 1962, quelli che hanno cominciato a lavorare presto e adesso stanno perdendo i diritti acquisiti. E sì che si da un gran daffare. Va in Parlamento, alle commissioni, in televisione (famosa la sua frase: "Meglio fascisti che froci"), insomma è donna impegnata, rivoluzionaria e barricadiera. Purtroppo per lei, è una nuova povera. Il suo regìme di vita, della casa, ai vestimenti, dalle bevande, ai cibi, essendo praticamente ridotto a zero, ben difficilmente può registrare variazioni. Si nutre di erbe selvatiche e un incontro, un vero incontro alimentare, chessò non dico con un arrosto ma con una patata, non lo ha mai avuto e quando suo marito Mauro chiede la paghetta settimanale, il più delle volte, con la morte nel cuore, è costretta a negarla.
Per fortuna, nella sua sacrosanta battaglia, non è sola. Diciamo che le sue sono idee bipartisan. Le Commissioni Bilancio e Finanze si sono riunite e il relatore, Pier Paolo Baretta del Pd, ex sindacalista Cisl, cattolico, ha tuonato contro l’articolo 23 al comma 7 del decreto "Salva Italia". Perché non è giusto che il governo ‒ afferma l’ex sindacalista ‒ possa intervenire d’urgenza sul taglio delle indennità dei parlamentari. Non deve essere il governo a decidere per decreto.
Sante parole, mica sono operai e pensionati, loro. Sono parlamentari. Il governo può decidere per decreto solo nei confronti di chi non fa parte della casta. Se persino l’on. Mussolini trova dei simpatizzanti, vuol dire che non bisogna mai disperare.
C’è una morale in questa storiella, per altro veritiera? Forse no. Ma forse sì perché traspare una cosa che nel nostro Paese di una cosa c’è veramente e urgentemente di bisogno: di gente seria. A meno... A meno che non si voglia continuare con i pupazzi di oggidì.