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Lo scempio dell’Archivio Storico di Messina


Ancora un appello del pacifista Renato Accorinti, dopo le sue iniziative al Palazzo della Cultura. Lunedì 16, un incontro dibattito al Municipio di Messina.
domenica 15 gennaio 2012, di Piero Buscemi - 197 letture

Lo avevamo lasciato durante le ultime feste a mettere in pratica la sua contrarietà verso l’incuria e il menefreghismo politico che, da troppi anni, regna nella città di Messina. Un’insensibilità verso il patrimonio culturale e storico di questa città, che molti hanno seppellito sotto le macerie del terremoto del 1908, preferendo una condotta amministrativa della città, basata sull’interesse privato e i favori da dispensare agli amici utili di sempre, in piena sintonia con la politica nazionale.

Il suo dissenso a questo crollo di valori e di attaccamento alle cose positive, che una città come Messina, ha saputo ereditare e produrre nei secoli, lo aveva visto protagonista, prima con un servizio fotografico personale di denuncia, realizzato negli scantinati della scuola Enzo Drago, sede scelta per la custodia dell’Archivio Storico di Messina, che raccoglie antichi tomi di valore inestimabile per la storia della città, ma nella quale hanno riscontrato l’abbandono e l’incuria, consegnando all’umidità la testimonianza culturale del passato.

La protesta era proseguita con l’occupazione del Palazzo della Cultura, simbolo apparente di un rilancio della città verso una rinascita della tradizione artistica messinese. Un rilancio che partiva dal trasferimento della biblioteca dell’Archivio Storico nei locali del Palazzo, utilizzato quasi esclusivamente per ospitare uffici amministrativi, contrariamente allo spirito "culturale" che lo avrebbe dovuto caratterizzare sin da quel 12 febbraio del 2010, dopo trentaquattro anni dal suo primo progetto.

Una protesta che ha, almeno in parte, risvegliato l’interesse e la curiosità di molti cittadini e di alcuni amministratori. Esempio apprezzabile la comunicazione inviata dal presidente del consiglio comunale, Giuseppe Previti, al sindaco per mettere luce sul ritardo di trasferimento del citato Archivio Storico al Palazzo della Cultura.

Renato Accorinti è tornato a farci visita dalle pagine del suo Movimento Non Violento, dal quale da moltissimi anni, grida la ribellione di una società civile che, troppo spesso, tace e si fa complice di un lassismo culturale che sta portando questa città verso un letargo perenne, nascosto negli anni dalle manifestazione anti-ponte e dalle proteste per il passaggio dei tir in città che, tanti disagi e purtroppo vittime della strada, ha prodotto.

L’appello lanciato dal pacifista Accorinti è quello di raccogliere le proposte che la società civile vorrà discutere nell’incontro-dibattito, fissato lunedì 16 gennaio alle ore 17 e 30, presso il Municipio di Messina nel Salone delle Bandiere. Sarà l’occasione per provare ad occuparsi del destino di questa città, lasciato da troppo tempo in mani opportuniste, che hanno spacciato il loro ambiguo politichese per messaggio culturale.

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