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La poesia della settimana: Siegfried Sassoon


Poeta inglese, simbolo dell’atroce testimonianza della Grande Guerra, della quale fu definito un eroe "per caso".
martedì 31 gennaio 2012, di Piero Buscemi - 240 letture

Gloria alle donne

Ci amate quando diventiamo eroi, a casa in licenza
 O feriti in un luogo menzionabile.
 Voi decorazione di culto; voi credete
 Che la cavalleria redima le atrocità della guerra.
 Ci trasformate in granate. Ascoltate con delizia,
 Di racconti di sporcizia e pericolo con affetto entusiasta.
 Esaltate i nostri lontani fervori mentre combattiamo,
 E piangete il nostro ricordo di eroi, quando veniamo uccisi.
 Non potete credere che le truppe inglesi possano ’ritirarsi’
 Quando l’ultimo orrore infernale le abbatte, e corrono,
 Calpestando quei corpi sfigurati - sporcati di sangue.
 O madre tedesca che sogni accanto al fuoco,
 Mentre lavori a maglia le calze che invierai a tuo figlio,
 Il suo volto è calpestato sempre più in fondo nel fango.

Siegfried Loraine Sassoon (Matfield, 8 settembre 1886 – Heytesbury, 1º settembre 1967) è stato un poeta inglese. La sua fama è principalmente legata alla sua produzione poetica dai toni satirici contro la Prima guerra mondiale. Essendo un ingenuo, la reazione di Sassoon alle atrocità della guerra fu amara e violenta, sentimenti che manifesterà anche nelle sue poesie. La sua reazione alla morte del fratello Hamo a Gallipoli, gli fece riconoscere il soprannome di "Jack il matto" per i suoi tentativi di suicidio contro le linee tedesche, durante le sue prime manifestazioni di dolore, quando ancora credeva che i tedeschi ammettessero le loro responsabilità per lo scoppio della guerra. Sassoon mostrò anche la sua ingenuità, quando protestò pubblicamente contro la guerra, dichiarando che l’insensibilità dei leader politici rappresentasse un crudeltà maggiore di quella dimostrata dagli stessi tedeschi. Fortunatamente, il suo amico e poeta Robert Graves convinse l’ispezione militare che Sassoon soffrisse di shock causato dallo scoppio delle bombe, tanto che fu ricoverato in un ospedale militare a Craiglockhart, dove conobbe l’altro poeta inglese Wilfred Owen.

Sassoon rappresenta una figura chiave nello studio della poesia della Grande Guerra: portò in guerra l’ambiente idilliaco pastorale, mischiò la sua poesia con altri poeti di guerra, trascorse trenta anni della sua vita analizzando il conflitto con le sue memorie e infine, riuscì a trovare conforto nella fede.

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