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La “medicina” del dottor Monti


Prime impressioni a caldo circa le “medicine amare” prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua “equipe medica”. Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.
martedì 6 dicembre 2011, di Lucio Garofalo - 168 letture

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l’andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l’Italia. Di conseguenza, servirà un’altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni.

Prima o poi esploderà una reazione popolare, come minimo qualche rivolta sociale di massa. Né serviranno i blandi sedativi morali somministrati dal governo in carica, come il goffo tentativo, o più semplicemente l’annuncio propagandistico di abolire, o quanto meno ridurre, le franchigie concesse alle varie caste privilegiate, in primis le immunità e i favori riservati alla “casta” dei politici.

Ho assistito in diretta al pianto della ministra del Welfare durante la conferenza stampa di ieri sera e mi è balzata in mente una riflessione “maligna” (sono alquanto scettico e diffidente, per cui ho il vago sospetto che si tratti delle classiche lacrime di coccodrillo).

Monti e i suoi ministri rappresentano ipocritamente il volto “umano” ed “elegante” di un modello di organizzazione dei rapporti politici, materiali e sociali, di fatto fallimentare.

Il governo Monti è il “curatore fallimentare” di un assetto iniquo ed irrazionale, arido e disumano, in grado di generare solo debito, crisi, guerra, miseria e sottosviluppo. Un sistema ingordo e famelico, che stenta a funzionare e giace ormai in condizioni di lenta agonia, alla stregua di un malato terminale a cui non si stacca la spina e sopravvive a malapena in funzione vegetativa grazie a continue trasfusioni di sangue o a trattamenti intensivi che si traducono in semplici cure palliative. O come chi è sprofondato in uno stato di coma irreversibile e riceve forzatamente una sorta di accanimento terapeutico.

Il capitalismo è (appunto) una compagine moribonda, che si regge a fatica su un meccanismo di potere cinico e sprezzante, quanto abulico e autoreferenziale, che non ha più alcun fondamento di legittimità democratica e si avvita inesorabilmente su se stesso, varando politiche spregiudicate di emergenza permanente al fine di imporre e innescare una spirale infinita di manovre economiche estorsive a danno soprattutto delle classi lavoratrici e popolari.

E’ facile prevedere che non possa durare troppo a lungo.

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