La Val di Susa contro la TAV
 Accade in Val di Susa, la mobilitazione delle popolazioni locali contro lo scempio dell’alta velocità. Contro una decisione dall’alto e senza nessuna consultazione delle popolazioni interessate, per un’opera dal dubbio valore economico e dall’impatto ambientale devastante. Mentre in Sicilia c’è il Ponte...
giovedì 3 novembre 2005, di Marisa Ghiano - 4557 letture
Erano circa 15 anni che cercavamo inutilmente di far conoscere all’Italia la contrarietà - sulla base di solide argomentazioni tecniche - della popolazione della Valle di Susa (la valle “olimpica” in provincia di Torino) al progetto della linea ferroviaria ad alta velocità, erroneamente chiamata Torino-Lione (erroneamente, perché Torino, con tutta probabilità, verrà “tagliata fuori”).
Ora siamo su tutte le pagine nazionali e sui TG, ma
l’informazione è distorta: come tempo fa tentavano di
far credere che ad opporsi fossero solo alcune frange
di squatters, ora cercano di sminuire l’opposizione
facendo credere che sia frutto della sindrome
“non-nel-mio-giardino”.
Non neghiamo che alla base della mobilitazione
popolare ci siano delle più che fondate - e crediamo
legittime - preoccupazioni ambientali e legate alla
salute, ma quello che ci rende ancor più determinati e
che dovrebbe preoccupare tutti gli Italiani
intellettualmente onesti, soprattutto in momenti di
“finanziaria stretta”, sono le motivazioni tecniche ed
economiche, nel cui merito finora non siamo riusciti a
far entrare nessuno dei nostri interlocutori, che
continuano soltanto a rispondere a suon di luoghi
comuni, ben sapendo che altrimenti non avrebbero
argomentazioni.
E’ per questo che vi allego due schede sulle
motivazioni, invitandovi per approfondimenti a
visitare il sito www.legambientevalsusa.it, dove
troverete tutti i documenti da cui sono tratti i dati
che usiamo quotidianamente per contestare l’opera,
documenti - badate bene! - dei proponenti dell’opera.

Per quanto riguarda in specifico quello che è successo
in questi ultimissimi giorni, cioè una vera e propria
sollevazione popolare del tutto spontanea in
conseguenza della militarizzazione di un territorio,
voglio solo chiedere a tutti di riflettere, in tutta
coscienza e indipendentemente dal colore politico, se
si crede compatibile con uno Stato che si definisce
democratico che, sul territorio del comune di
Mompantero, vengano mantenuti per giorni dei posti di
blocco in cui i residenti devono esibire ad ogni
passaggio i documenti, dove è limitato il movimento
agli stessi amministratori pubblici, dove viene
impedito l’accesso ai non residenti, persino
l’ingresso al cimitero nel giorno dedicato ai defunti!
A quelli che credono nella forza della verità: fate
circolare queste notizie, perché qui non è più in
ballo solo la vivibilità di una valle o il futuro
economico della nostra nazione, qui è in ballo la
democrazia!
Vi allego anche alcune fotografie, scattate il 31 ottobre
2005 sulle pendici del monte Rocciamelone, a quota
850 metri, in cui sono ripresi i “pericolosi
squatters”, i “facinorosi rappresentanti dell’ala
estremista del movimento no-tav” che contrastano
l’accesso ai fondi alle forze dell’ordine.
Per inciso, a questo proposito vorrei rimarcare che la
quarantina di giovani carabinieri, poliziotti e
finanzieri e il bellissimo pastore tedesco che sono
saliti per quello stretto sentiero dovrebbero essere
grati alla radicata convinzione nonviolenta dei
suddetti “facinorosi”, perché la conformazione del
luogo avrebbe potuto facilmente essere usata contro di
loro con esiti veramente gravi: forse i “facinorosi”
hanno avuto più buon senso di chi ha mandato lassù le
forze dell’ordine.

Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti, oltre
al già citato sito di Legambiente, potete consultare
anche www.notav.it.
Aggiornamento del 4 novembre 2005:
Il 31 ottobre l’IMPONENTE (hanno mobilitato 900 uomini
tra guardia di finanza, carabinieri e polizia)
schieramento di forze dell’ordine NON è comunque
riuscito durante tutta la giornata ad accedere e a far
accedere i tecnici sugli appezzamenti per i sondaggi;
su uno dei due a quota 850 metri e su un altro a quota
ancora superiore non hanno neppure provato ad andare.
La quasi totalità delle fotografie apparse sui media
nazionali riguardano la resistenza - che se non
sembrasse retorico dovremmo definire gloriosa -
condotta più a valle in diversi punti dai cittadini
che hanno contrastato l’avanzata del grosso delle
forze dell’ordine dalle sette del mattino fino a sera,
ma TUTTI gli appezzamenti a monte sono stati
presidiati TUTTA la giornata da altri cittadini.
Quello che sui media nazionali hanno cercato di far
passare come la beffa della polizia, che avrebbe
permesso nella notte l’installazione delle trivelle
sui siti, è falso. Non c’è alcuna trivella sui siti e
lo documentano fotografie scattate da persone che
sono riuscite ad accedere ai luoghi nonostante il
perdurante stato di assedio. La polizia ha
semplicemente approfittato della notte per prendere
possesso di ogni angolo di strada. E la cosiddetta
“beffa” si è rivelata un boomerang, perché ha
dimostrato: 1) che i funzionari della questura non
mantengono la parola data; 2) che comunque per
accedere ai luoghi devono farlo di nascosto, perché
diversamente la resistenza della popolazione non
glielo permette.
E’ in atto una battaglia legale a tale proposito e
relativamente alle formalità con cui sono stati
inoltrati ai proprietari dei terreni i decreti di
occupazione. Ritengo che il mantenimento delle forze
dell’ordine sul territorio sia in funzione
dell’eventuale ripetizione dei decreti di occupazione
sugli stessi siti e su quello di Venaus, che è a
pochissimi chilometri di distanza e su cui avevano già
tentato l’ingresso nell’estate, dopo averci provato su
dei terreni a Borgone di Susa e a Bruzolo, sempre
scortati dalle forze di polizia e sempre respinti
dalla popolazione che, su questi ultimi siti, facendo
dei turni, ha mantenuto quotidianamente dallo scorso
giugno dei presidi permanenti. Questi presidi sono
diventati luoghi di aggregazione in cui si leggono i
giornali, ci si scambia informazioni, si discute di
politica, si facevano grigliate nell’estate e ora
polentate e castagnate. Luoghi di DEMOCRAZIA
PARTECIPATA che -essendo prati e campi - sono stati
attrezzati per resistere al freddo invernale.
Comunque vada a finire questa vicenda, è cresciuta
nella popolazione una consapevolezza che continuerà a
dare frutti.
Questa sollevazione è di TUTTA la popolazione (anche i
parroci erano con noi sui posti dei presidi, c’erano
le famiglie che recitavano il rosario e quelle che
cantavano “Bella ciao”, è stata costruita un’edicola
spostabile alla Madonna del Rocciamelone che ci
accompagna su tutti i luoghi di lotta, e i ragazzi dei
centri sociali hanno sempre rispettato la nostra
scelta di nonviolenza). E’ di tutte le forze
politiche della Valle (tutti i Consigli comunali hanno
sempre deliberato all’unanimità contro l’opera e tutti
i Sindaci sono sempre stati presenti in prima linea
insieme ai loro cittadini).
Non esistono dei capi del movimento, anche se alcuni
articoli apparsi qua e là sulla stampa nazionale
indicano di volta in volta questa o quella persona
come “uno dei capi dei movimenti no-tav”: queste
notizie, oltre ad essere pericolose per le persone
indicate, che possono diventare bersaglio di qualche
fanatico, sono anche false, e i giornalisti che le
scrivono non seguono certo l’etica professionale. Il
movimento NON ha capi, ed è questa la sua forza, anche
se è difficile da capire per chi ha sempre solo visto
una democrazia basata sulla delega.
Ancora due cose relativamente alla democrazia:
Un sindaco (molti di loro il 31 ottobre al pari dei
loro concittadini sono stati malmenati nonostante la
fascia tricolore che indossavano) ci raccontava
sorridendo amaramente di aver avuto una crisi di
identità e guardato perplesso la fascia che egli
stesso indossava quando, alle sue rimostranze, si è
sentito rispondere da un agente “tu con quella fascia
non rappresenti nessuno, qui lo stato sono io”.
L’1 novembre è stato impedito ad un’infermiera
dell’ASL deputata all’assistenza domiciliare di
raggiungere un malato di Mompantero bisognoso di cure,
nonostante si fosse qualificata, perché l’accesso era
consentito ai soli residenti: se proprio temevano che
fosse una pericolosa sovversiva, non era possibile
distaccare uno dei 900 poliziotti e farla
accompagnare? Temevano di sguarnire i blocchi?
Aggiornamento dell’8 novembre 2005:
Non ci sono grosse novità, tranne, come avrete visto
dagli organi di informazione nazionale, che è spuntata
regolarmente la bomba! In compenso una fiaccolata
proposta un giorno e mezzo prima, pubblicizzata solo
con passa parola, sms ed email, senza volantini nè
manifesti ha visto in piazza circa 15.000 persone,
sabato scorso. Quando siamo arrivati sulla piazza ed
abbiamo visto quella folla, mi sono venute le lacrime
agli occhi dalla commozione. Poi ieri [7 novembre 2005] mi sono venute
dalla rabbia, quando ho sentito Lunardi chiamarci
"15.000 nullafacenti", ma questo è forse anche il
segno che gli stanno saltando i nervi. Per il 16
novembre è stato indetto uno sciopero, che non sarà
generale perché i sindacati di Torino sono favorevoli
al TAV! In compenso abbiamo avuto già adesioni da
tutta Italia e da Libera (vi allego per vostra
conoscenza il loro volantino).
Sono state annunciate centinaia di denunce per sindaci
e cittadini che hanno partecipato alla giornata del 31
ottobre: vi faremo sapere se ci siamo anche noi...
[I documenti in allegato sono disponibili per il download nel menù di destra]
Girodivite in collaborazione con Mensile Dialogo in Valle, via Buozzi 2 bis 10055 Condove (TO) - E mail: dialogoinvalle@tiscali.it, dialogoinvalle@yahoo.it
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Ci sono 8 contributi al forum.
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> La Val di Susa contro la TAV. Il meridione a favore del TAV (e del ponte per il corridoio 1)
5 novembre 2005, di : Tor Romeo
I soliti cani sciolti che si mordono la loro coda.
Chi rifiuta i TAV e la ferrovia Torino-Lione vuole merci su strada.
Come si fa a viaggiare con un mezzo terrestre veloce almeno il doppio dell’automobile senza inquinare ?
Ovvio, l’elettrotreno. A zero emissioni si risolverà il problema dell’inquinamento, e soprattutto del traffico su gomma.
Chi preferisce i trasporti su strada, accettando l’inquinamento ed il traffico è un autentico imbecille.
Impossibile rifiutare un’offerta del governo che intende portare avanti i lavori dei corridoi transeuropei, e le grandi opere.
Riguardatevi regressisti, pecoroni ed arretrati !
> TAV
7 novembre 2005, di : marco |||||| Sito Web: http://www.legambientevalsusa.it
Potrei facilmente rispondere che pecorone sarai tu ma non lo faccio, ti mando invece alcune delle motivazioni che fanno rifiutare il progetto a tutta la popolazione.
Se vorrai approfondire l’argomento per essere meglio informati ti suggerisco di visitare il sito di legambientevalsusa.it dove troverai dati ufficiali (di RFI) che nei numeri smentiscono la favola del trasferimento del trasporto merci da gomma a ferro.
Saluti.
TAV = aumento dell’inquinamento, delle tasse, dei tumori
7 novembre 2005
Chi risponde parlando di "cani sciolti" probabilmente non ha nemmeno letto gli allegati tecnici.
La TAV non diminuirà l’inquinamento dei TIR, per il semplice fatto (lo dicono i progettisti Alpetunnel) che riuscirà a spostare al massimo l’1% dei TIR su rotaia. Valsusini favorevoli al trasporto su rotaia, dunque; solo che la TAV non è la risposta giusta. La ferrovia attuale è utilizzata per il 40% delle sue possibilità. Il traffico merci negli ultimi anni è in calo.
Questione economica: la Corte dei Conti riferisce che a partire dal 2009 lo Stato si troverà in grave difficoltà economiche, perché dovrà iniziare a pagare gli innteressi intercalari sulle grandi opere. La TAV costerà come diverse finanziarie dello Stato (e nel resto d’Italia i costi per tratte anche meno complicate dal punto di vista tecnico sono lievitati del 300%). Finiremo come in Argentina (il paragone è dell’economista De Cecco).
Tumori ad alta velocità: le gallerie che vorrebbero scavare attraversano monti ricchi di amianto (per ammissione stessa dei progettisti, studio Università di Siena per conto RFI). Nessuna misura di sicurezza. La valsusa è battuta da forti venti di phoen che spingeranno le micidiali polveri su Torino. I medici ci spiegano che non esiste una soglia di sicurezza (esposizione minima) al di sotto della quale ci sia la certezza di non contrarre il mesotelioma, tumore polmonare causato dalle fibre di amianto per il quale non esiste cura e la morte sopraggiunge nel giro di nove mesi. Buon tumore a tutti.
"Regressisti, pecoroni e arretrati" sono talvolta più documentati di chi li accusa.
Mi illumina d’immenso!
8 novembre 2005
Si riguardi lei prima di offendere così la gente... Perchè se la gente che non vuole questo inutile scempio, viene da lei definita "pecoroni regressisti ed arretrati", io posso tranquillamente affermare che lei incarna alla perfezione il classico deficiente dotato di una buona dose di ignoranza condita da un bel pò di arroganza che è tipica in questi soggetti.
Prima di aprire bocca e darle fiato, le consiglio di documentarsi sul fatto che l’elettrotreno non inquini!!!! Lo sa cosa si andrebbe a smuovere per costruire questa linea??? A mai sentito parlare di uranio ed amianto? A mai sentito parlare degli effetti sulla salute di questi elementi? Radioattività, inquinamento delle falde acquifere, cancro... e mi fermo qua. Naturalmente tutto questo non lo dice una semplice utente di questo sito, ma Legambiente, studi effettuati sulla zona dal CNR, medici, geologi, professori e chiunque abbia EFFETTIVAMENTE A CUORE LA SALUTE DELL’UOMO E DELL’AMBIENTE CHE LO CIRCONDA!!! Ed il tutto per cosa?? Per niente... S’informi anche in che percentuale sono sfruttati oggi i trasporti su rotaia... Quindi si dia una svegliata mio caro "pecorone"...
Io, dovessero mai fare uno scempio del genere, manderei tutta la gente che parla come lei a vivere in questi posti!!! Veramente... Tutti insieme appassionatamente... e vi lascerei là, esposti per una vita ad uranio ed amianto... Vedreste che bello per la vostra salute!
Cristina.
> Noi pecoroni arretrati....e lei?
8 novembre 2005
Venga lei ad abitare in questi luoghi. 20 anni di cantieri ci aspettano, e prima di giudicare le nostre posizioni, si informi, perchè in questo caso il pecorone arretrato è lei.
P.s. Il trasporto su gomma è destinato a diminuire, perchè le risorse di petrolio non sono infinite......
Più che offesa è un giudizio.
8 novembre 2005, di : Tor Romeo
Ah, vi siete offesi ?
Beh, dovete sapere che io prendo il metrò per muovermi in città, e per poter raggiungere la facoltà bypassando il traffico infernale che ci sta in superficie. Il traffico su gomma non giova alla mobilità, se tutti quanti preferiscono i mezzi privati che quelli pubblici. E così il mio desiderio sono le opere pubbliche, non quelle private; una ferrovia, non un elicottero privato.
SENZA AUTO, FACCIAMO CENTRO !
Trasporti
> La Val di Susa contro la TAV
8 novembre 2005
Io non ne capisco di progresso,
ma perchè non se lo vanno a fare nel deserto? dove non ce gente?
Come disse Henri Frederic Amiel, 1000 cose avanzano, 999 regrediscono: questo è il progresso. Ma il suo primo passo è il malcontento !
8 novembre 2005, di : Tor Romeo
Secondo te ?
Mi torna alla memoria una frase impropria ed insolita: "cattedrale del deserto"; solo che quella frase è capovolta.
Voglio dirti un’altra cosa.
Io non comprerei mai un cellulare da utilizzare in zona d’ombra, dove non ci sono ripetitori. Meglio due Walkie Talkie.
Oppure come nel caso in cui si vuol comprare un ombrello da utilizzare in un luogo in cui non piove mai.
Che me ne faccio ? E poi sarebbe una spesa inutile, non credi ?
"Dove non c’è vita non c’è speranza e ambizione."
Laddove invece passa l’uomo, passa l’ingegno, ma muore l’erba.
Anche le grandi città rappresentano una forma di entropia.
Una nuova (auto)strada è un’altra via verso il destino.
8 novembre 2005, di : Tor Romeo
Signori, e ragazzi, inutile rigettare le mie critiche verso me stesso, non è una mossa molto seria.
Io ovviamente so che i mezzi elettrici ed a idrogeno (ed è ormai risaputo) non inquinano, mentre i carburanti etanolo, biodiesel (colza), GPL e metano hanno un inquinamento molto ridotto, invece delle solite automobili a benzina comune.
Chi dice che il petrolio è una risorsa in esaurimento ha pienamente ragione, ed è anche per questo che sono a favore del TAV, un sogno di molti governi, d’europa e del mondo: correre senza inquinare.
Riguardo le vostre proteste, io penso che sia davvero esagerato supporre che dentro quelle montagne ci siano sostanze nocive, che potrebbero avvelenare qualche città, se nei dintorni della Val Di Susa ce n’è davvero una.
Vogliono fare le grandi opere ?
Bene, e loro garantiranno che tutto sia in regola, anche in campo di VIA, per le prevenzioni ambientali. Io ho scelto di fidarmi di costoro.
Per quanto riguarda i finanziamenti, si vedrà in futuro, cioè da quello che ne ricaverà di netto lo Stato da quei servizi aggiuntivi.
Io sono a favore perfino del tormentato ponte sullo stretto, perchè servirà a tappare un buco che sussiste tra le province di Messina e Reggio Calabria e per completare il corridoio transeuropeo 1 Berlino-Palermo, e dunque voglio che anche la mia città (come vuole anche il sindaco e la giunta regionale) sia raggiunta in futuro dal TAV, ovviamente dopo che faranno il ponte.
Se fossimo piuttosto ancora nel XX secolo, si avrebbe magari ragione a protestare, ma arrivati nel nuovo millennio quello che noi progressisti ci attendiamo è un futuro migliore, anche per rompere un poco la monotonia di un paese non in via di sviluppo, o lento in esso.
Questo spiega perchè vi ho chiamato pecoroni... o "cabrones" come si dice in messicano.
Non mi va di restare indietro: se il governo vuol fare le grandi opere, e se queste sono sufficientemente ecocompatibili, benvengano!
Purtroppo per voi io ho la netta impressione che esageriate con le polemiche sull’opera, come fanno anche i meridionali.
E poi, non ci credo che il traffico su merci al nord è in declino.
Se è così l’economia del paese giungerà al punto critico e non crescerà più, e ci ritroveremo veramente in una crisi economica conclamata, come spero che voi altri non ve la andate a cercare.
Io ho paura della crisi, ma sono a favore delle grandi opere, perchè lo sviluppo passa attraverso i servizi e le infrastrutture.
Dico si al TAV, terzo valico, corridoio tirrenico, asse TO-LY, corridoio 1 BE-PA, raddoppi ferroviari, autostrade, centrali energetiche che non inquinano l’aria, città elettriche, MOSE, passante ferroviario di Venezia, raddoppio passante ferroviario di Palermo, Metropolitane leggere automatiche, tram, e quindi tutte le infrastrutture che contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria ed a ridurre l’emissione di CO2, CFC, N2O nell’aria. Punti di vista !
Meditate, gente.
> Spega la lingua e accenda il cervello!!!
9 novembre 2005, di : m3
prima di trarre conclusioni, dando del deficente a chichessia, SI DOCUMENTI!
Parlare di ecologia ferroviaria a tutti i costi senza sapere di ciò che si parla, significa in ogni caso assoluta ignoranza in tutti i sensi. (ingnoranza nel senso che, purtroppo, lei ignora). Ignorante è anche chi offende altrui persone gratuitamente. Fortuna vuole che non siamo tutti come lei.
Eccole alcune risposte:
SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL’EUROPA.
In realtà
il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa e soprattutto attraverso la Valle di Susa.
In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a
doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta).
Sono tutte linee di collegamento con la Francia attraverso due valichi naturali (Monginevro e Moncenisio) e
due tunnel artificiali (Frejus ferroviario e autostradale). Il tutto in un fondo-valle largo in media 1,5 km !
A fatica ci sta anche un fiume, la Dora Riparia, che di tanto in tanto va in piena...
I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.
In realtà
attraverso la Valle di Susa, attualmente, passa già il 35% del totale delle merci che valicano le Alpi! Lungo
l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco, in val d’Aosta,
dove il numero dei TIR è stato limitato per legge.
LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI.
In realtà
come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per mano
d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro
Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i comuni della Valle di Susa e della cintura di Torino arriverebbe
invece un bel problema: la mafia.
Turbative d’asta sono già state individuate per la fase di sondaggio geologico a carico di uomini politici
piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell’opera!
QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHE’ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.
In realtà
il costo stimato di 20 miliardi di euro è tutto a carico della collettività.
Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor.
Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto
la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond.
I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a
ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a
sostituire il petrolio.
E ancora:
è già previsto che la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita
per decine e decine di anni.
E ancora:
nonostante la maggior parte del tracciato sia in territorio francese, il governo italiano si è impegnato a
sobbarcarsi il costo dei due terzi della tratta internazionale (Borgone - St.-Jean-de-Maurienne).
Tanto paghiamo noi.
Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE.
In realtà, tanto per cominciare, i 10/15 anni di cantiere necessari a costruire la Torino-Lyon porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri.
Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno
dall’autostrada alla nuova ferrovia?
Anzi. I promotori dell’opera e recenti studi di ingegneria dei trasporti ci dicono che solo l’ 1% dell’attuale
traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia. Bel vantaggio!
LA LINEA E’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà
fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera.
La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le
porterà dappertutto. Il foehn le porterà fin nel centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore
dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977.
Scavare gallerie in un posto così è illegale e criminale.
E ancora:
il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà (oltre a falde e sorgenti che
andranno distrutte) anche roccia contenente uranio.
E ancora:
una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano
gallerie di servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Ce ne saranno 12! Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso
di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di
giorno e di notte, per 15 anni almeno.
E ancora:
la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde
idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro
ambientale.
E ancora:
la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste
nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera?
(per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV
Torino-Novara).
CHI E’ CONTRO LA TORINO-LYON E’ CONTRO IL PROGRESSO.
In realtà
è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e
sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l’inquinamento e i
rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento.
Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la
faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste,
tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei
muscoli.
Il TAV rappresenta l’esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico,
che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia
come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa.
LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE.
In realtà
l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR
partono ogni giorno desolatamente vuote. (Ma sono state riscoperte e prese d’assalto nel periodo di
chiusura del Frejus per incendio). Il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per
mancanza di passeggeri. E il flusso delle merci - previsto da chi vuole l’opera in crescita esponenziale - è
invece sceso del 9% nell’ultimo anno!
L’AMIANTO Nel gennaio 2003 un’equipe di geologi del centro di Geotecnologie dell’Università di Siena ha svolto, per conto di RFI, un’indagine finalizzata alla ricerca di amianto nelle rocce della bassa valle, con prelevamento di 39 campioni in 29 punti di osservazione, ubicati nel territorio compreso fra Grange di Brione e Condove. In circa la metà dei campioni esaminati è stata riscontrata la presenza di amianto in diverse forme. Sulla base di questo studio RFI ha valutato l’estrazione di materiale roccioso contentente amianto: il volume previsto è di 1.150.000 metri cubi (per avere un’idea si pensi ad un grattacielo di base 50 per 50 alto 460 metri); è previsto che circa la metà (500.000 mc) di questo materiale venga stoccato in località Tetti S. Mauro (Almese); dal progetto non risulta previsto un piano di sicurezza che possa impedire la dispersione di fibre d’amianto durante le fasi di lavorazione e di stoccaggio. IL MESOTELIOMA Tra le malattie causate dall’amianto, il mesotelioma, tumore maligno della pleura, è sicuramente la più grave. Si manifesta dopo 15-20 anni dall’inalazione di particelle di amianto, ma ha una mortalità del cento per cento e conduce a morte in media entro nove mesi dalla diagnosi. Non esiste esposizione sicura, cioè non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale l’amianto sia innocuo. Nella nostra provincia si verificano ogni anno 5 decessi per mesotelioma ogni 200.000 abitanti: è una percentuale molto più alta rispetto a quella nazionale. Nel caso di una prolungata esposizione ambientale, come quella che dovrebbe derivare dalla movimentazione di più di un milione di tonnellate di rocce contenti amianto, i casi di questa malattia potrebbero aumentare di molto. L’URANIO Nel massiccio d’Ambin attraversato dal traforo sono presenti numerosi giacimenti di uranio, come documentato dal CNR fin dal 1965; per maggior precisione il materiale presente è pechblenda, forma notevolmente radioattiva; non è conosciuta per il momento una previsione di LTF (la società che gestirà la costruzione della tratta internazionale) sulla quantità di uranio che potrà essere contenuto nel materiale estratto (cosiddetto smarino): ben 15 milioni di metri cubi, pari a sei volte il volume della piramide di Cheope. L’uranio si disperde nell’aria e può essere inalato, ma soprattutto contamina le falde acquifere e va ad inquinare i corsi d’acqua che possono essere utilizzati per l’irrigazione. I LINFOMI L’uranio, se inalato o ingerito, provoca contaminazione interna e può essere causa di linfomi. Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato un incremento di linfomi di Hodgkin nei militari impiegati in missione di pace nei Balcani ed esposti all’uranio impoverito: ben il 236% in più rispetto alla popolazione non esposta. L’uranio che potrebbe essere estratto nelle nostre zone è notevolmente più radioattivo di quello impoverito a fini bellici.
Se poi ha ancora degli interrogativi si informi sul sito: http://www.legambientevalsusa.it
Dateci un taglio con le proteste
9 novembre 2005, di : Tor Romeo
Io mi domando, ma quando hanno realizzato il traforo del Frejus ci sono state tutte queste proteste ?
Non potete farci niente se il governo ha deciso di passare alla fase relizzativa del nuovo tunnel ferroviario.
I geologi che faranno i carotaggi analizzeranno il terreno, per farne uno studio sulla fattibilità dell’asse ferroviario e le opere compensative.
Non saranno loro a costruiurlo, allora perchè non lasciarli lavorare ? Tutti hanno un diritto al lavoro.
E poi se c’è l’amianto dentro quelle montagne, quello estratto dagli scavi potrà essere utilizzato come misura antincendio, o per altri usi, mentre l’Uranio lo sfrutteranno per alimentare i reattori nucleari della Francia ;), e se li riattivano, anche in Italia; perchè per far funzionare una fitta rete di LAV occorre una elevata fonte energetica, ma ci vuole una reazione nucleare per generare una potenza trasmessa su linee da 25 KV, in funzione tutto l’anno, in aggiunta all’energia consumata dalle città.
Che cosa ci potete fare ?
Non concludete nulla a scatenare una guerra civile per un progetto, per cui la bandiera della pace non fa proprio testo, se ognuno vive in armonia con terzi.
Voi lottate per la non-realizzazione, ma sinceramente non so come andrà a finire col tunnel, se lo faranno o non lo faranno. Poi i Verdi sonno sempre stati contrari alle grandi opere realizzate dal cento-destra, e questo è un indizio.
Perchè le analisi in Francia sono partite da un anno, mentre l’Italia è la regina dei ritardi ?
Se si può fare si farà.
Ho letto tutto sul quel documento che mi hanno spedito via e-mail.
Chi ha ragione o torto però si saprà in futuro. Forse nessuno ha ragione o torto nel costruire, ma questa è la regola dell’uomo, moltiplicarsi (non approvo), e andare avanti con l’ingegno; così si ragiona su questo pianeta, anche accettando tutti i compromessi, e fare qualche sacrificio.
E’ il progresso, quello che voi chiamate distruzione. Beh, non sono due cose uguali, ma neanche opposte, perchè hanno poca relazione fra loro.
Se non fossimo così numerosi, probabilmente non sarebbero arrivati a realizzare opere utili in tutto il mondo. E’ una questione di opportunità, di ambizione e talvolta anche politica.
Vedremo in futuro, solo il tempo ce lo dirà. Però adesso deponete le vostre armi e fate una tregua.
Troveranno una soluzione...
> La Val di Susa contro la TAV
9 novembre 2005, di : un siciliano che ha aperto gli occhi
Sono un siciliano, vengo dalla famosa zona cosiddetta "Val di Noto", nella quale si sta compiendo lo scempio delle trivellazioni petrolifere in una zona patrimonio dell’umanità.
Capisco e approvo la vostra giusta protesta contro i TAV.
So cosa vuol dire vedere calpestati i propri diritti, le proprie aspettative e le proprie ragioni a favore di una forma di economia abietta, ottusa e dissennata che tutto è tranne che progresso.
Magari i miei compaesani avessero fatto come quelli della Val di Susa per fermare le trivelle!
Oro nero
9 novembre 2005, di : Tor Romeo
Cavolo, eh beh certo che si fa di tutto per soldi.
Il vero peccato è lo sprego di greggio, che purtroppo terminerà fra 50 anni se continuano con questo consumo sfrenato.
Ovviamente questo spiega l’aumento del costo della benzina.
E poi in Arabia Saudita, in Medio Oriente ce n’è talmente tanto, che non vedo come mai lo cercano da voi, comunque non vuol dire che bisogna sprecarlo.
Si all’energia pulita.
Conserviamo il petrolio per altre risorse.
Il problema non è solo il caso specifico "val di susa"...
15 novembre 2005, di : paskal007r |||||| Sito Web: Insultami, parlami, cazzeggia.. sul mio blog
Le linee ultraveloci stritolano il commercio locale favorendo una società centralizzata.
Questo solo fattore di "sovvenzione latente" alle macroeconomie a danno delle microeconomie (si può fare come in campania che le reti locali stanno avendo un ottimo sviluppo no?) mi basta per dire che i soldi statali vanno spesi in altri modi!
La Val di Susa contro la TAV
17 novembre 2005, di : pablo
Non sopporto gli insulti ma nemmeno la cieca difesa di interessi del tutto particolari e localistici...
Non ci vuole molto a capire infatti che la ferrea opposizione alla costruzione della Torino-Lione deriva dal legittimo deisiderio di non patire 15 anni di cantieri nei luoghi ove si lavora e si vive..
Esiste però una cosa chiamata interesse pubblico, derivante dalla libera scelta organizzativa delle nostre democrazie (o preferiamo forse l’autogoverno???) la cui lezione è chiara: esiste un momento nel quale si decidono i rappresentati che dovranno scegliere per NOi, amministrarci, compiere azioni a volte contrarie a qualche particolarismo ma dettate da un ineresse comune. Fatta quella scelta (libera e democratica) si lascia doverosamente spazio alle decisioni politiche (non cadiamo nell’errore di darne un’accezioene negativa: noi siamo la politica!). La TAV Torino-Lione rappresenta uan parte fondamentale di un progetto che coinvolge decine di Nazioni e decine di miglioni di persone: vi sembra un atteggiamento responsabile e democratico cercare di fermare un progetto del genre sulla base di argomentazioni del tipo: abbiamo già un’autostrada ed una linea ferroviaria in valle non ne vogliamo altre??
Per di più l’accordo politico è totale (una volta tanto) un qualche motivo ci sarà. E non venitemi a dire che si tratta del solito "inciucio"; conosco personalmente alcuni dei politici di sinistra toccati dalla vicenda e non ci sono ionteressi di alcunche misura dietro la TAV..
Un consiglio: pensare prima di parlare e protestare
Da un piemontese di sinistra
vorrei solo capire...
17 novembre 2005, di : Andrea
Io non capisco... per chi segue tutta questa vicenda dall’esterno, tv e giornali, sembra tutto così strano, così assurdo. Se tanta gente protesta avrà le sue buone ragioni, non lo metto in dubbio, ma per me, che vivo a Roma, e sento le notizie dalla val di Susa, sembra semplicemente pazzesco che l’inizio dei lavori per la realizzazione di infrastrutture pubbliche venga accolto con rabbia e non con gioia. I romani, ad esempio, aspettano con ansia e trepidazione l’inizio dei lavori per l’ampliamento della metropolitana, allo stato attuale del tutto insufficiente per le esigenze della città, ed invece questi lavori slittano continuamente. Mi rendo conto che la realtà della metropoli è completamente diversa da quella della montagna, però in generale gli Italiani non fanno altro che lamentarsi di vivere in una nazione che non riesce a stare al passo con le altre, che rimane arretrata, che non inizia opere pubbliche che danno lavoro a tanta gente e quando, per una volta, queste opere si iniziano la popolazione del luogo che fa?, protesta pure?. Possibile che nessuno del posto consideri questa TAV anche un opportunita per incrementare l’economia della valle?. I cantieri, dato che servono operai e tecnici, portano con se lavoro, se un luogo è meglio servito nei trasporti attirerà anche più turismo.
Il treno è un mezzo di trasporto ecologico, in Italia la maggior parte del trasporto merci è su gomma, i camion inquinano. In Europa invece la maggior parte del trasporto merci è su rotaia, che non inquina e quindi sia l’ambiente sia l’economia ne beneficiano enormemente. In Italia è meglio continuare ad usare i camion?, quelli si che inquinano. La TAV ci avvicina all’europa, però è
anche vero che la TV ed i giornali dovrebbero approfondire meglio i motivi dei NOTAV, se cosi tanta gente protesta, e se tutti gli schieramenti politici del luogo appoggiano questa protesta dei motivi validi dovranno pur averli, però i mezzi di informazione non ce li spiegano.
La Val di Susa contro la TAV
17 novembre 2005, di : Marisa Ghiano
Chi ha veramente voglia di capire perché una valle da più di quindici anni si oppone ad un’opera che ritiene devastante e perché ieri circa ottantamila persone hanno manifestato pacificamente, può consultare oltre al più volte citato sito www.legambientevalsusa.it, l’agile sito www.notavtorino.org e anche il sito www.dialogoinvalle.it, dove potrà trovare vecchi articoli apparsi sul nostro mensile. E’ faticoso documentarsi, più facile parlare a vanvera...
Grazie a tutti comunque per l’interesse dimostrato.
Marisa Ghiano
Sinistra sempre più ..."sinistra" (assurdità in corso...)
Sinistra sempre più ..."sinistra" (assurdità in corso...)
24 ottobre 2006, di : Derek
Tor Romeo, mi parli di stumentalizazioni dei periti da parte dei comunisti...
Ma da che mondo è mondo se devo dare una percentuale di probabile falsificazione dei test minerari... mi è più facile di norma credere che chi mente siano quelli che hanno un guadagno nel costruire che quelli che in tasca non gli viene nulla!!!
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Perché la Val di Susa dice no al TAV
Testo del volantino contro la TAV
Volantino di Libera (per il 16 novembre 2005)
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