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Il mondo ha i mezzi per attenuare il cambiamento climatico


Secondo un nuovo studio, il clima si riscalderà durante i prossimi dieci anni e nel 2014 si potrebbe arrivare ad una temperatura media superiore di 0,3 gradi rispetto al 2004.
mercoledì 21 novembre 2007, di Thierry Abdon AVI - 476 letture

I ricercatori dell’ufficio meteorologico britannico di Hadley (sud-ovest dell’Inghilterra), poco soddisfatti delle simulazioni informatiche esistenti sul clima, hanno sviluppato un software che tenga conto dell’effetto delle temperature sulla superficie del mare, delle emissioni di gas a effetto serra dovute all’attività dell’uomo, dei cambiamenti nell’attività solare e delle conseguenze delle eruzioni vulcaniche avvenute in passato. Dopo aver proceduto ad una propria simulazione su un periodo di dieci anni (2005-2014), hanno concluso che già dal 2009 il raffreddamento in una zona del Pacifico e la resistenza al riscaldamento del Mar glaciale non compenseranno più l’aumento delle temperature causato dai gas a effetto serra.

I britannici osservano che queste previsioni, a più breve termine rispetto ai precedenti studi, dovrebbero aiutare il mondo degli affari ed i responsabili politici nel prendere le loro decisioni. Inoltre sottolineano che questi risultati dovrebbero essere del tutto convincenti anche per gli scettici che mettono in dubbio l’idea di riscaldamento climatico, adducendo come prova un raffreddamento osservato dal 1998. Secondo il loro nuovo studio, il clima si riscalderà durante i prossimi dieci anni e nel 2014 si potrebbe arrivare ad una temperatura media superiore di 0,3 gradi rispetto al 2004.

Inoltre, il gruppo intergovernativo di esperti sull’evoluzione del clima (GIEC), al termine di una riunione tenutasi a Bangkok, ha stabilito che i prossimi 20/30 anni saranno determinanti per attenuare il riscaldamento planetario e in particolare per diminuire i gas ad effetto serra. "Esiste un potenziale importante per ridurre le emissioni nei prossimi decenni", ha sostenuto Bert Metz, co-presidente del gruppo di lavoro. Secondo il rapporto approvato da circa 400 delegati presso il GIEC, rappresentanti di più di 120 nazioni e poi consegnato alle istanze decisionali della politica, i cambiamenti di stile di vita e di comportamento possono contribuire alla riduzione delle emissioni (gas a effetto serra) in tutti i settori . Marc Gillet, capo della delegazione francese, ha indicato all’AFP (Agence France Presse) che il testo evidenzia "i costi di riduzione assolutamente accessibili" e la necessità di agire rapidamente secondo il parere degli esperti.

La questione dei costi della lotta contro il cambiamento climatico ha predominato durante i cinque giorni di discussioni del GIEC, creando alcuni attriti tra i paesi rappresentati, ed anche con la Cina. Washington ha espresso il suo sostegno alla relazione del GIEC. "Gli Stati Uniti sono in testa a livello mondiale con i loro investimenti significativi nelle scienze e nelle tecnologie legate alla ricerca sull’evoluzione del clima", spiega un comunicato del dipartimento di Stato americano.

Secondo il documento del GIEC, per stabilizzare l’inquinamento e contenere così l’aumento medio della temperatura tra + 2°C e + 2,4°C rispetto al periodo preindustriale, occorrerebbe che le emissioni raggiungessero il massimo livello entro il 2015; in seguito sarebbe auspicabile che quest’emissioni scendessero al 50% rispetto ai livelli attuali entro il 2050. In una relazione precedente del GIEC pubblicata (Parigi, Febbraio 2007), l’aumento delle temperature potrebbe raggiungere + 6,4°C entro il 2100, molto peggio rispetto al periodo 1980-1999.

Il commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas ha dichiarato che negoziati su un nuovo accordo climatico internazionale devono essere assolutamente intrapresi nella prossima conferenza ministeriale dell’ONU, in dicembre a Bali ( Indonesia). L’Ue si è impegnata a ridurre in modo unilaterale di almeno il 20% nel 2020, le sue emissioni di gas a effetto serra rispetto al livello del 1990. Gli europei auspicano che gli Stati Uniti ed i paesi emergenti (Cina, India, Brasile, ecc.), che non partecipano al Protocollo di Kyoto, s’impegnino anche loro a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra nel quadro di questo nuovo accordo, cosa che attualmente rifiutano.

Gli specialisti mondiali del clima, al termine dell’incontro di Bangkok, hanno ritenuto che la Comunità internazionale ha i mezzi per lottare contro il riscaldamento climatico, ma deve agire immediatamente.

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Il mondo ha i mezzi per attenuare il cambiamento climatico
25 novembre 2007

Ma perchè non piantiamo piante, installiamo pannelli solari, sporchiamo meno il pianeta, SVEGLIATEVI! o è la FINE.
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