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Il capitalismo contro l’uomo


Abbiamo inseguito il mito del profitto ad ogni costo. Ora abbiamo solo macerie.
martedì 18 ottobre 2011, di Emanuele G. - 251 letture

La libera iniziativa in campo economico attiene alla libertà dell’uomo. Ne rappresenta uno degli aspetti caratterizzanti. Essa ha costituito uno dei punti di snodo attraverso cui la civiltà europea ha chiuso con il Medio Evo per passare all’Evo Moderno. Ovverossia l’affermarsi del “nouvel regime” in contrapposizione all’“ancien regime”. Evento centrale di questo periodo storico fu la Rivoluzione Francese. Perché mai l’uomo dovrebbe godere della libertà in campo economico? Prima di tutto, per soddisfare il suo diritto alla felicità. Che significa poter ambire a una condizione di vita dignitosa. La libertà in campo economico, insomma, diventa lo strumento mediante il quale ogni essere umano si procura le risorse economiche per sostenersi, per aiutare la propria famiglia, per non essere privato dei bisogni fondamentali e per essere libero.

In quest’ottica la libera iniziativa in campo economico assume caratteristiche che ci piacciono. Tutti noi siamo d’accordo su questo punto. Essa è in fondo uno strumento che l’uomo utilizza per assicurarsi dignità e libertà. Non possiamo immaginare minimamente l’uomo sciolto da entrambi i termini. Nessuno mai ha messo in dubbio questo valore – la libera iniziativa in campo economico – perché è intimamente collegato all’uomo e ai suoi principi. Le criticità sono iniziate quando non è più stata concepita a guisa di strumento per assicurare la felicità, bensì come modalità di ristrutturazione diseguale dell’ordine sociale.

Nella prima accezione non prevarica sugli altri. La prospettiva cambia in maniera radicale nella seconda accezione. Infatti, quando non ci sono principi regolatori la libertà in campo economico diventa una sfrenata, quanto intollerabile, corsa a chi accumula risorse economiche in misura maggiore rispetto a un altro. Io ho più di te e di conseguenza io sono il tuo padrone. Da qui nascono molteplici ingiustizie sociali che inficiano il concetto cardine delle rivoluzioni liberali del seicento e settecento. Il concetto dell’uguaglianza universale dell’uomo a prescindere da classe, censo, credo religioso e razza. Sancito – è bene ricordarlo – nell’“Habeas Corpus”.

E’ quanto sta accadendo ai giorni d’oggi. Giorni contraddistinti da una libera iniziativa in campo economico che diventa un’arma potentissima in grado di scardinare i principi universali di dignità e libertà dell’uomo. Infatti, assistiamo all’affermarsi di un modello selvaggio di liberalismo economico. Altrimenti definito capitalismo. Luigi Einaudi, uno dei maggiori pensatori liberali europei del novecento, usava ripetere che il liberalismo economico al fine di rispettare l’uomo dovesse darsi regole interne rigidissime e cogenti. Il contrario è l’aberrazione dell’uomo ridotto allo stato di schiavitù. In sintesi, il campo dell’economia diventa il luogo della sopraffazione di chi ha i mezzi economici contro chi ha la sola forza delle braccia. Carlo Marx ci ha illuminato con sagacia su questi complessi e drammatici processi di sfruttamento.

Oggi l’attività umana in campo economico sembra soggiacere alla legge del più forte. Il celeberrimo “homo homini lupus” di Tommaso Hobbes è diventato da qualche decennio una situazione di angosciosa realtà quotidiana. Altro che dignità dell’uomo! Dove sono finiti i principi di autoregolamentazione voluti da Einaudi? Il capitalismo contemporaneo è davvero contro l’uomo. Ci siamo lanciati in una folle corsa al profitto ad ogni costo. Ora abbiamo solo macerie.

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Il capitalismo contro l’uomo
19 ottobre 2011, di : Anna Georgieva

Emanuele Gentile, grazie per l’articolo.

La situazione in Bulgaria oggi,5 giorni prima delle elezioni presidenziali e le amministrazioni locale, e drammatica.

La gente non sa cosa pensare - e quelli 5 % che inseguono il denaro a qualsisi costo, sono ancora piu avidi di potenza. Ci sono tanti picoli citta, dove regna una ricca famiglia - da tempo questi padroni organizzano febbrilmente acquisto per prendere anche il potere politico.

Ma la cosa peggiore e, che 50% dei bulgari sono indiferenti - nulla dipende da loro.

Questa e la decantata democrazia europea del capitalsmo - secolo XXI !

Quo vadis, Bulgaria ?

Anna Georgieva

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