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I colori delle Avanguardie. Arte in Romania dal 1910 al 1950


Al Vittoriano di Roma fino al 15 ottobre. Ingresso gratuito.
martedì 4 ottobre 2011, di Piero Buscemi - 856 letture

I colori esprimono messaggi. Talvolta sentimenti. Ma qualunque suscito personale prevale sugli altri, i colori hanno questo magico potere di manifestarlo. E’ la conclusione alla quale si arriva entrando al Vittoriano di Roma e seguendo le immagini riprodotte sulle tele in esposizione della Mostra “I colori delle Avanguardie. Arte in Romania dal 1910 al 1950”, che raccoglie Roma 1° ottobre 2011 Mostra rumena2aspetti suggestivi di un periodo storico particolare che comprende gli anni a cavallo tra i due conflitti mondiali del secolo scorso.

E’ l’intervallo di tempo che spinge in pensiero alle due guerre mondiali Roma 1° ottobre 2011 Mostra rumena7che hanno lasciato il segno nella storia dell’uomo, vissuto in maniera diversa, con una suggestione diversa ma sicuramente con l’umanità accomunata sotto un unico destino di atrocità.

Lo si ripercorre, quel destino, dalla Grande Guerra alla Guerra al Nazismo, su quelle 74 tele che traspirano povertà, colori ad olio tracciati con disperazione e dolore a scalfire fondi di cartone, simbolo di privazione ma voglia di comunicare lo sgomento e il disagio di un cataclisma umano dove il colore cupo, quasi naif, ma drammatico nel suo spessore tracciato con sgomento, lascia ai posteri una testimonianza visiva di una tragedia, mai del tutto ammortizzata dal tempo.

Si collocano tra il simbolismo e postimpressionismo, passando da Tristan Tzara precoce dadaista, questi spaccati di una vita difficile e di umiltà. La semplicità di sguardi che chiedono risposte a una follia, Roma 1° ottobre 2011 Mostra rumena5 che neanche la storia si è mai sognata di dare, intervallati da paesaggi quasi bucolici a descrivere un’assurda normalità. Ma questi 24 pittori, ai più forse sconosciuti, sono riusciti a lasciare quella testimonianza di chi ha vissuto le atrocità di due guerre, illudendosi della possibilità di poter condurre nel frattempo, un’esistenza normale di lavori nei campi e preparativi di matrimoni, con i quali poggiare le basi di una già avviata ricostruzione della vita.

Questo contrasto di drammaticità e Roma 1° ottobre 2011 Mostra rumena4 speranza invade l’occhio attento del visitatore, assorbendo l’amarezza dei volti, a volta anche intellettuali, di chi è rimasto in quei luoghi per poterla raccontare. Anche attraverso queste tonalità cromatiche che si rincorrono, si coprono, quasi combattono tra un cupo astratto e la vivacità di un campo Roma 1° ottobre 2011 Mostra rumena8 multicolore e verista, che prova con fatica a liberarsi dagli orrori e tornare a vivere.

La mostra, visitabile fino al 15 ottobre e ad ingresso gratuito, merita senza dubbio l’attenzione del pubblico, quanto meno per soddisfare la curiosità verso un mondo, quello rumeno, difficilmente accostabile all’arte, in particolar modo in un periodo come quello che stiamo vivendo, intriso di preconcetti e fobie razziste. E paure ingiustificate verso lo sconosciuto.

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