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Gela: il tecnico è incinta e radiologia chiude



mercoledì 28 ottobre 2009, di cirignotta - 865 letture

Tra gli effetti del nuovo piano di rientro Sanitario e nella ipotetica rimodulazione dell’offerta e delle attività dei nuovi distretti sanitari in relazione anche ai fabbisogni di salute del territorio, secondo quanto previsto dal decreto presidenziale della regione siciliana del 22 settembre 2009, troviamo ancora oggi molti nei e disservizi che possiamo definire da terzo mondo. A cadere sotto il tiro della politica dei disservizi “Gela” grosso centro commerciale ed industriale della Sicilia che conta una popolazione di circa 72.000 abitanti e pochi servizi sanitari dedicati in relazione ai bisogni del territorio. L’Indegna storia oggi ricade sul distretto sanitario n° 9 comprendente i comuni di Gela, Mazzarino , Butera e Niscemi , le cui popolazioni confluiscono per alcuni servizi al poliambulatorio di Gela, sito in via Butera. Lo stesso poliambulatorio infatti è fornito di un servizio di Radiologia che fino al 2008 ha dato circa 6000 prestazioni (Ecografie e radiografie) al territorio. Dai dati sembrerebbe un servizio importante oltre che nevralgico per la grande mole di lavoro che riesce a svolgere al servizio dell’utenza, nella realtà invece nel corso del tempo lo stesso è stato ridotto nelle sue potenzialità e ad oggi l’utente che si accinge a chiedere una prenotazione trova solo informazioni tabellari all’ingresso che indicano che l’ Ecografo è Rotto e che Manca il Tecnico di R.adiologia, motivi per la quale il servizio è stato chiuso. Tutti si chiedono allibiti come si possa chiudere un servizio sanitario così importante. Scavando nella realtà invece troviamo dimenticanze che partono molte volte dagli stessi vertici dell’ ASL 2 di Caltanissetta ora ASP 2 che non ha mai attenzionato il poliambulatorio di Gela ed in special modo la Radiodiagnostica, trovando il modo di non sostituire il tecnico di radiologia ,ora in gravidanza da mesi, con un sostituto stabile che avrebbe favorito nel tempo la funzionalità del servizio, invece di portarlo alla chiusura totale. Altra burla della Radiodiagnostica del poliambulatorio la mancanza di un ecografo che ad oggi è rotto da mesi per pura usura, visto che lo stesso apparato diagnostico ha dovuto lavorare per anni ben 8 ore al giorno completando miserabilmente la sua vita . L’Ecografo in questione infatti veniva usato da tutti gli specialisti che operano nel poliambulatorio. Il reale fabbisogno di tale mezzo in rapporto all’utenza sarebbe di ben 3 unità che oggi come tutti sanno hanno un costo unitario di circa 40.000 euro. Entriamo comunque nel termine economico della situazione che a conti fatti(Costi e Ricavi) ha fatto perdere alla struttura milioni di euro in relazione anche alla mancanza di prestazioni effettuate ed agli stipendi pagati. A questo punto il sospetto che questo disservizio sia ,forse, creato dalle politiche sanitarie volute da alcuni onorevoli che hanno da sempre favorito altri distretti sanitari al nord delle provincia che in effetti hanno servizi e strutture sanitarie al di sopra delle esigenze territoriali della popolazioni residenti. Concludiamo con una considerazione di rito “La sanità siciliana cosa stà cambiando?”.

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