Gaglioffi


Censurato, giustamente, un magistrato che ha definito con questo termine il passato governo sultanesco di Berlusconi. In realtà sono stati solo un po’ bricconcelli
martedì 3 gennaio 2012, di Adriano Todaro - 289 letture

A pag. 604 del Vocabolario della lingua italiana dello Zingarelli, alla parola "gaglioffo" si spiega che era il cibo "che si dava in elemosina al pellegrino francese nei conventi sulla strada di San Giacomo di Galizia" e quindi, "Pezzente, Mendicante, Uomo da nulla, Miserabile". In quello in internet, di Sabatini Coletti, si spiega che il termine significa "Ribaldo, Briccone, Persona goffa, Inetto, Buono a nulla".

Ora noi non sappiamo se il passato governo retto dal Sultano fosse popolato da ribaldi, bricconi, goffi, inetti, buoni a nulla. A noi sembravano persone per bene. Ad esempio il colonnello Ignazio, non era certo ribaldo e suo cugino Gasparri era persona discreta. Non parliamo poi di Tremonti di cui si può dire tutto ma non che sia un buono a nulla. E Cicchitto era forse goffo? No di certo anche perché con il grembiulino che si era portato a casa come ricordo della P2 stava proprio bene. E la Gelmini, Brunettina e compagnia, erano forse inetti? E che dire della compostezza istituzionale della compagine leghista?

Ecco perché abbiamo appreso con piacere che la Cassazione ha reso giustizia a tutte queste persone che hanno dato molto e si sono sacrificati per il bene dell’Italia. Infatti, la Cassazione, in questi giorni, ha censurato un intervento, fatto nel 2008, dal presidente del Tribunale dei Minori di Genova, Adriano Sansa. E cosa aveva combinato questo magistrato comunista? Si era permesso, in un convegno dell’Associazione nazionale magistrati sulla politica giudiziaria del governo Berlusconi, di criticare, in toto, il governo. Secondo Sansa era necessaria una "Resistenza della cultura e della coscienza al disegno di assoggettare la legge a un gruppo di potere, a un primo ministro piduista circondato da persone che servono lui e non lo Stato".

Ci vuole proprio tutta per affermare queste cose. Come si fa a dire che Bondi, ad esempio, serviva Berlusconi e non lo Stato? E la pizzuta signora Santanché non è stata sempre un esempio di modestia e tolleranza? Il dito medio nei confronti dei lavoratori? E’ stato tutto un equivoco. Il fatto è che la signora soffriva del "dito a scatto" e quella mattina gli era rimasto diritto. Ma torniamo a noi o, meglio, al magistrato comunista che non pago di quella frase aggiunge un carico mica male: "Questo governo è indegno di affrontare il tema della giustizia, con un Guardasigilli il cui unico merito è di essere un fedelissimo di Berlusconi. Dobbiamo pensare a preparare l’altra riforma, quella che andati via certi gaglioffi, ripristinerà la giustizia".

Qua è necessario fare un po’ di chiarezza e dare ad Angelino quello che di Angelino è. Andiamo con ordine. Intanto l’ex ministro è un enfant prodige. A soli 37 anni era già ministro e la prima cosa che ha fatto da ministro è quello che viene chiamato il "lodo Alfano". In tutto il mondo non esiste una legge simile. Una legge talmente importante, innovativa, scolpita nella roccia, un faro del diritto che il presidente Napolitano l’ha firmata subito, anche se poi quei cattivoni della Corte costituzionale l’hanno dichiarata illegittima perché anticostituzionale.

Ma Angelino, che inetto non è, e neppure goffo, con ampia fronte, è andato avanti a fare disastri tanto che oggi è l’amministratore delegato del Partito della Libertà nominato dal suo principale e, nel tempo libero, studia da presidente del Consiglio.

Ad Adriano Sansa, invece gli hanno contestato proprio la parola "gaglioffi", incolpato di "Deliberata e gratuita aggressione alla dignità e alla reputazione degli esponenti del Governo... di lesione dell’immagine della figura del magistrato".

E’ vero. Un governo così dignitoso in 150 anni non l’avevamo mai avuto. Dal 1945 ad oggi è difficile trovare un governo composto da persone di così alta reputazione. Ma volete mettere il ministro Calderoli con Ferruccio Parri?

E allora smettiamola di trattare male queste persone, di offenderli, di non riconoscere loro i meriti. Se usiamo epiteti come gaglioffi potremmo venire denunciati. E, quindi, come li definiamo? Bricconcelli? Sì, bricconcelli mi sembra gentile ed educato. D’altronde siamo nella patria del "chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdammece o’ passato".

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