Sei all'interno di >> :.: Dossier |

Dove va l’operaio?


Una ricerca commissionata dal Pd alla Swg rivela il profilo dell’operario tipo ai tempi della crisi
lunedì 11 luglio 2011, di Emanuele G. - 725 letture

Da tempo proviamo la netta sensazione di una scissione – drammatica – fra i partiti e la società. E’ un fatto incontrovertibile. Dovuto a due motivazioni di fondo:

Da parte dei partiti – Si sono estraniati dalla società dove essi dovrebbero vivere per assumere atteggiamenti di pura sopravvivenza. Oramai il loro grado di conoscenza della società è un blando empirismo o una metafisica assoluta;

Da parte della società – La società è divenuta con il passare del tempo un’entità di difficile lettura visto l’estrema varietà umorale dei propri comportamenti. Ciò ha prodotto una società che può fare a meno della politica.

Il problema di fondo è quindi: come far ritornare a dialogare due “promessi sposi” che preferiscono stare per i fatti loro e non dialogano?

Una ricetta che reputo appropriata è la ricerca sociologica. Ossia quel particolare ambito dell’analisi sulla contemporaneità che permette di ottenere i c.d. “dati duri” propedeutici a una lettura sistematica della società. Nell’ottica di comprendere e provvedere di conseguenza. Di recente il Pd ha intrapreso proprio questa strada commissionando alla Swg di Trieste una ricerca denominata “La Condizione Operaia in Italia”.

La versione della ricerca preparata per gli organi di stampa è un agile “facts book” di ventisette pagine diviso in cinque parti. Che andiamo a illustrare.

- Le condizioni lavorative. Gli operai intervistati amano molto il lavoro che fanno. Ben il 76 %. Ciò dimostra l’enorme valore etico del lavoro sentito come missione e responsabilità nei confronti del paese. Di cui – gli operari – incarnano certamente l’aspetto più emozionante. Alla domanda “Potendo scegliere dal suo lavoro vorrebbe…” il 48 % ha risposto più reddito. Una risposta che denota la totale mancanza di una seria politica dei redditi in Italia. Le ore medie di lavoro sono 37,1. L’operaio lavora, eccome… Lo stipendio medio si aggira sui 1.100 euro mensili netti. Cifra che si ricollega al desiderio di guadagnare di più poiché 1.100 euro è uno stipendio indegno per gente che contribuisce in maniera decisiva alle sorti del nostro paese. Reddito che per il 49 % degli intervistati serve a vivere sulla linea dell’appena appena.

- Il contratto integrativo. Come viene discusso il contratto integrativo in Italia? Per il 54 % dei casi la modalità prescelta è la discussione fra azienda e sindacati. Ricordo che la quota media di salario aggiuntivo è pari a 277,4 euro. Il 41 % pensa che la quota aggiuntiva debba servire al merito dei singoli e la contrattazione sia individuale. Per il 61 % il posto di lavoro è ritenuto sicuro. Anche se ci sono parecchie insicurezze dovute al fatto che il lavoro non è sicuro, si lavora in un’azienda piccola, il contratto è a tempo determinato e l’azienda è in serie difficoltà.

- Il rapporto con il sindacato. Il 60 % degli operai italiani non è iscritto a nessun sindacato. Un dato che dovrebbe far riflettere i sindacati visti come strutture lontane dai bisogni del mondo del lavoro. E un po’ casta a dire il vero… Il 26 % del rimanente 40 % - quelli che sono iscritti al sindacato – afferma che il sindacato lotta per migliorare le condizioni del lavoro. Quale il ruolo principale di un sindacato capace di rappresentare gli interessi degli operari? Il 47 % non ha dubbi: aumentare le retribuzioni. Se si domanda una valutazione complessiva dell’operato del sindacato ci sono due tipologie di risposte. Il campione senza distinzione esprime un giudizio non proprio positivo, mentre chi è iscritto ne ha una positivo e più entusiasta. Poi, il 43 % degli operai vorrebbe un sindacato più unito e capace di mordere.

- La crisi economica. Il 67 % delle aziende ha subito pesanti conseguenze dalla crisi e il 52 % per quando riguarda gli operai. Il 48 % degli operai non ha subito nessuna conseguenza e il 22 % un periodo di cassa integrazione. Addirittura il 93 % ritiene la crisi molto grave. Per il 72 % degli intervistati la risposta dell’azienda è stata positiva, ma appena il 33 % giudica il comportamento dei sindacati positivo. I sindacati con questa crisi stanno perdendo molto in termini di autorevolezza e capacità di “governance”.

- La vicenda Fiat. Sul referendum Fiat gli animi sono discordanti per poco: il 45 % giudica il referendum negativo e il 40 % positivo. Il 63 % ritiene l’accordo di Mirafiori o un ricatto oppure una necessità. Mentre un 56 % lo reputa un arretramento generalizzato delle tutele. Dal punto di vista politico un operaio si sente rappresentato da un 31 % dal centro-sinistra, da un misero 3 % dal centro e da un consistente 18 % dal centro-destra.

Cosa ci insegna questa ricerca? Prima di tutto, l’operaio è orgoglioso del proprio lavoro e dell’azienda in cui lavora. Anzi, è aziendalista come mai prima d’ora. Considera i sindacati ingessati e più interessati alla politica che al lavoro sul territorio. In breve, la ricerca Swg è un invito a rilanciare le politiche del lavoro e dei redditi partendo dall’attore principale: l’operaio. Quando la politica trasformerà la ricerca testé presentata in concrete e reali politiche?

Appendici:

• Cliccando sull’icona posta a destra in alto potrete scaricare la versione della ricerca ad uso degli organi di stampa;

Sito della Swg;

Nota del Partito Democratico sulla ricerca commissionata alla Swg.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Documenti allegati
SWG Operai

:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.