La testimonianza profonda di un prete mai domo e spinto da un infinito amore per l’umanità.
Don Gallo è un prete molto conosciuto in Italia. E’ un prete che vive la sua condizione sacerdotale in piena comunione con i principi della religione cattolica. Non è interessato a una religione intesa o come pura erudizione teologica o – al contrario – tutta tesa a formalismi fini a se stessi. Il suo ministero ha come punto focale l’uomo. L’uomo che sta vivendo in maniera sofferta la sua dimensione in un mondo difficile. Un uomo pieno di contraddizioni. Sinolo di positività e negatività. Purtuttavia sempre ed unicamente uomo. Chi non predispone la sua azione verso l’uomo è uomo che tradisce in maniera spaventosa gli insegnamenti di Cristo.
Ho già accennato al fatto che Don Gallo non sa che farsene dei formalismi. E’ questa la nota predominante che sovrintende al libro edito per la Chiarelettere. Lui affronta subito e senza paraventi gli aspetti più delicati del nostro tempo. Li affronta a viso aperto. Conscio che i valori in cui crede formino un’armatura in grado di resistere a ogni avversità. E’ una testimonianza, sia l’autore che il libro, di cosa significhi credere in qualcuno e/o qualcuno. E’ un amore senza se e senza ma. Totale. Che va vissuto in modo pieno e facondo. Essere credente impone di non mediare. La buona novella va portata a tutti. Indistintamente. Nessuno escluso. L’opposto è tradire il credo di tutta una vita. Di porsi al di fuori dall’amore per Cristo che è il motore primo della diuturna azione del buon credente.
Don Gallo si occupa da par suo delle più scottanti questioni del nostro tempo. Senza ipocrisie. Facendo prevalere il fatto di aver speso tutta una vita per strada e sui marciapiedi di città dove l’uomo ha perso la sua umanità. Nel libro sono evidenziati alcuni punti fermi della sua missione di apostolo fra le genti. Per Don Gallo l’acqua deve rimanere un bene pubblico e in comune. Da non piegare a logiche mercantili. Lo scandalo della miseria è un altro dei capisaldi del pensiero del prete genovese. Anzi afferma in un capitoletto che la miseria è illegale! Viene poi il senso della pace. Una pace vera si costruisce quando aboliremo la necessità di avere un avversario da abbattere. Nei successivi capitoletti Don Gallo parla di sua madre, del dramma del lavoro, degli ultimi, del senso di costruire una società dove tutti sono dentro. In breve, in appena centocinquanta pagine lui disegna un quadro sì complesso della società. Ma con una speranza forte. E cioè che noi dovremmo essere tutti capaci di vivere i nostri valori in pieno. Basta che diventiamo veri. Ossia di dare seguito nella pratica quotidiana ai nostri valori. Così…sempliemente.
“Se Non Ora, Adesso” sembra un breviario di un prete che accetta la sfida con la modernità. Roccioso nel suo credo. Tuttavia aperto a tutti. Pronto ad aprire ed a aprirsi. Non si può rimanere indifferenti. Le decisioni vanno prese ora. Mai posticiparle. Non si può giocare con il senso di fratellanza e giustizia. Al fine di comprendere maggiormente in profondità l’uomo e il prete Andrea Gallo è indicata la lettura della prefazione affidata a Moni Ovadia. Che in pochissime pagine descrive la figura di Don Gallo in maniera mirabile. Non facendolo assurgere a “personaggio”. Bensì a persona che incarna radicalmente il suo essere cristiano. E’ questa la rivoluzione che dovremmo fare tutti. Incarnare i nostri valori in modo radicale e rivoluzionario. Basta con la maschere dietro le quali ci nascondiamo!