>
>A PROPOSITO DI REFERENDUM, HO INVIATO QUESTA LETTERA AL DIRETTORE DI
>LIBERAZIONE.
lidia cirillo
>
>
>
>Caro Sansonetti,
>i commenti a proposito del referendum dovrebbero solo aprire una
>riflessione capace di andare più in là sia della scadenza, sia della
>materia del contendere.
>Prima che cominciasse la raccolta delle firme non c’era nel movimento delle
>donne nessuna disposta a scommettere sul quorum. Affermammo l’esigenza di
>sostenere il referendum dei radicali con argomenti diversi dal più ovvio e
>cioè che vincere era comunque possibile. L’insuccesso naturalmente non era
>scritto nelle stelle e le battaglie politiche si affrontano anche
>valorizzando quel margine di incertezza che talvolta rende possibile
>l’improbabile. Tuttavia avevamo già avuto nel movimento stesso la prova di
>quanto fosse ormai arduo mettere a fuoco la natura autentica del problema.
>Femministe autorevoli, proprio di quelle che hanno fatto scuola alle donne
>di sinistra, ci accusavano di superficialità, di limiti di approfondimento,
>di indifferenza all’etica ecc. Rispondemmo allora che non ignoravamo
>affatto la complessità, ma che proprio la legge 40 recideva ogni
>possibilità di discussione con norme assurde e integraliste. Rispondemmo
>che liberarsi delle legge era l’unico modo per riaprire una discussione,
>che sarebbe stata altrimenti del tutto oziosa, visto che tutto era già
>stato prescritto e deciso.
>Quanto al referendum spiegammo che i suoi tempi e i suoi modi non erano i
>nostri, ma che in politica di rado ci è concesso di sceglierli. La cosa
>peggiore sarebbe stata che una legge incredibile passasse nel silenzio
>generale, sconosciuta al paese e allo stesso popolo di sinistra. E in
>effetti quel che si è ottenuto con il referendum non è cosa da poco. I
>partiti sono stati costretti a parlare e a schierarsi; il movimento, il
>popolo di sinistra, il volontariato democratico hanno potuto conoscere e
>comprendere ciò che prima non sapevano, cioè la posta in gioco della lotta
>alla legge 40.
>Ce n’est qu’un début... Si tratta tuttavia di un inizio che è arrivato
>tardi: troppo tardi per una vittoria comunque improbabile nel referendum;
>molto tardi rispetto alla capacità della sinistra di orientarsi nel mondo.
>Ciò di cui il risultato del referendum parla non è solo la complessità
>della materia o le furbate dei sostenitori della legge-mostro . A ben
>vedere, la posta in gioco non era poi così difficile da capire, poiché si
>trattava niente di meno che della laicità dello Stato.
>Su questo la sinistra, tutta la sinistra, è in grave ritardo rispetto alle
>pulsioni fondamentaliste generate dalla crisi della politica e dalla sua
>incapacità di riconnettersi al corpo sociale. La Chiesa cattolica, come le
>chiese di altre confessioni, aspira ad assumere a suo modo il ruolo di
>intellettuale organico, che nessuno assolve più, ma di cui la società non
>smette di avere bisogno. Questo non vuol dire affatto che il suo tentativo
>sia destinato ad avere successo. Al contrario è probabile che esso provochi
>reazioni (sia pure tardive) di laicità e di neo-illuminismo.
>Ciò non cancella il ritardo della sinistra, la sua incapacità di
>comprendere che la relazione con il cattolicesimo non si pone oggi come
>trenta o venti anni fa. Ciò non cancella il fatto che che c’è un’ opinione
>pubblica non avvertita, che non reagisce a un rischio evidente, che alla
>frana di civiltà dell’integralismo risponde restando indifferente. E resta
>indifferente perché nessuno la mette in guardia, perché la sinistra stessa
>non smette mai di levarsi il cappello di fronte a fenomeni a cui dovrebbe
>invece in qualche modo fare opposizione.
>Nessuna desidera evocare il fantasma di vecchi anticlericalismi. Meno che
>mai noi della Marcia Mondiale delle Donne che con le suore comboniane
>abbiamo lavorato e lavoriamo in Italia e in Africa.
>Come femministe chiediamo alla sinistra solo di impegnarsi di più e meglio
>nella battaglia di elementare civiltà per uno Stato laico. E temiamo
>soprattutto le solite autocritiche alla rovescia, magari sui presunti
>eccessi di laicità puniti dai risultati del referendum.
>
Ti saluto affettuosamente
lidia cirillo
>