Al convegno caprese dei giovani industriali, alcune ricette per uscire dalla crisi
Alle bottiglie Molotov preferiscono bottiglie di champagne, meglio se Perrier-Jouet Belle Epoque. Sono le brigate giovanili della Confindustria di madame Emma, giovani pensosi che hanno già tante responsabilità nonostante la loro tenera età.
Pensate che il presidente di questo sodalizio − reparto barricate − ha solo 36 anni è già parla come un ometto. Ogni anno, in autunno, si ritrovano a Capri e da lì fra un sorso di Perrier-Jouet e una cena, fra una regata e una puntata in gioielleria per fare un regalino alla mamma, parlano di economia, politica, indicano strade per uscire dalla crisi ecc.
Insomma, sono giovani assennati che pensano anche a noi e, naturalmente, non dimenticano neppure i loro coetanei.
Quest’anno hanno fatto una piccola rivoluzione e, al loro convegno, non hanno voluto invitare i politici. Ormai sono tutti antipolitici, anche i padroni, ma i giovani indignados sono anche realisti e il presidente − che di nome fa Jacopo Morelli − subito, all’inizio della sua prolusione, ha chiarito che "Cerchiamo un dialogo serrato con la politica".
Sembra una dichiarazione un po’ naïf ed invece è molto pertinente e realistica. Noi li immaginiamo, questi compagnucci indignati, tutti presi a cercare un "dialogo serrato con la politica". Si aggirano nei corridoi del palazzo della Confindustria, in viale dell’Astronomia, a Roma, e domandano a tutti se hanno visto la politica. I padri o i fratelli maggiori, con pazienza, spiegano loro che la politica non è lì ma in Parlamento. E così vanno nei Palazzi del potere a cercarla perché vogliono un "dialogo serrato". Quando gli onorevoli li scorgono si danno di gomito e sussurrano: "Ancora ’sti rompicoglioni!".
Ma i giovani, si sa, sono testardi e proseguono la loro ricerca. In attesa di trovare la politica, hanno scoperto che "i giovani vogliono esserci. Anche per questo stanno manifestando in numerosi luoghi. Condannando le minoranze violente, non sono da sottovalutare i motivi e il disagio. Il malessere è ampio".
Ohibò! Cosa si sono fumati questi barricadieri? Hanno scoperto il "disagio" dei giovani e il loro "malessere". E’ proprio incredibile la potenzialità del cervello umano. Ora sappiamo che Jacopo e gli altri indignados stanno dalla parte di chi manifesta condannando, beninteso, "le minoranze violente". E così parlano dei giovani che non trovano lavoro, dei disoccupati e affermano che "fare impresa oggi in Italia è come nuotare controcorrente". E se lo dicono loro che sono esperti in regate, deve essere vero.
Ma perché ci sono così tanti giovani disoccupati? Questo non lo dicono perché forse non lo sanno. Ecco, bravi, provate a domandare ai vostri illustri genitori perché succede questo. Questi indignados, però, non sono soltanto parolai, fanno anche proposte concrete. Quali? Ad esempio andare in pensione a 70 anni. Bel colpo. E poi? Ridurre il debito, revisione del sistema fiscale, riforma della giustizia, liberalizzazioni e, sentite sentite, la riforma della Costituzione. Tutte cose nuovissime, mai sentite prima.
Sino ad ora pensavamo che i Confindustriali tenessero, soprattutto, ad una sola cosa: i profitti. Ora spuntano questi indignados e, dando per scontato che i profitti continuano a volerli, s’interessano anche del "disagio" dei giovani. Che vogliano appropriarsi, oltre che dei profitti, anche del disagio?
Una cosa ci debbono promettere i giovani della Confindustria e cioè che non faranno la rivoluzione all’improvviso, una di queste mattine, senza averci avvertito. Non vorremmo vedere Jacopo col volto travisato da un foulard di chashermir mentre lancia la sua dichiarazione dei redditi ad una camionetta della polizia.
Anzi, la rivoluzione, non fatela proprio di mattina perché abbiamo tanto da fare e fra la sauna e lo shopping, non ci resta tanto tempo. Troviamoci nel pomeriggio e saremo dalla vostra parte, contro "le minoranze violente". Dopo aver bevuto una coppa di Perrier-Jouet Belle Epoque.