Si parla tanto di mobilitazione contro la mafia, ma alla fine non succede nulla. Meglio continuare a far dormire i cittadini…
Che sta succedendo a Carlentini, Francofonte e Lentini?
E’ accaduto un fatto gravissimo.
Il signor Scammacca, titolare di un bar dentro il Centro Commerciale Le Vele sito in Carlentini, è stato oggetto di pesanti minacce da parte di alcuni manifestanti appartenenti al movimento di protesta che ha bloccato la Sicilia per una settimana circa. Gli hanno intimato di chiudere il locale per non vederselo messo a ferro e fuoco. Eppure il titolare aveva sempre espresso vicinanza al movimento Forza d’Urto/Forconi/Aias. Senza nessun timore il signore Scammacca non solo ha tenuto testa ai criminali, bensì ha sporto regolare denuncia ai Carabinieri nei loro confronti. Naturalmente colgo l’occasione per esprimere al sig. Scammacca tutta la mia solidarietà.
Un fatto gravissimo quanto registratosi qualche giorno fa a Carlentini. Non c’è dubbio alcuno! Ancora più grave il silenzio generale in cui è caduto il circondario un tempo rinomato per l’eccellenza della sua produzione agrumicola.
Appena si balena l’ipotesi che dietro un fatto ci possa essere la mafia subito tutti assumono comportamenti caratterizzati da omertà e pavidità. Eppure si parla di mafia a più non posso. Ma con quali risultati reali? Nessun risultato per l’appunto. Il generale silenzio domina su tutto e si preferisce tenere la popolazione ben stretta nelle braccia di Morfeo. Popolazione che dovrebbe sapere che la mafia è il responsabile primo dell’arretratezza che attanaglia la Sicilia da secoli.
L’articolo vuole porre l’attenzione dei lettori su due scottanti problemi che emergono da questo fatto che è poco definire criminale. A cosa mi riferisco?
Non si è avuto notizia che alcuno dei rappresentanti dei succitati movimenti protestatari abbiano espresso piena e convinta solidarietà nei confronti del signore Scammacca. Solidarietà pubblica ben inteso. Magari affiggendo nel circondario manifesti che stigmatizzavano in maniera ferma e decisa la gravità del fatto. Una domanda. Vi costituirete parte civile allorquando i responsabili dell’intimidazione saranno arrestati e processati? Ciò costituirebbe un bell’esempio di senso civico.
Un’altra domanda ai manifestanti. Per caso non vi siete accorti che le azioni di proteste erano pesantemente inquinate dalla presenza di pregiudicati? Se non vi siete accorti allora siete degli ingenui. Eventualità che non pone certo a vostro favore. Tuttavia, se eravate a conoscenza di queste ingombranti presenze e non siete intervenuti allora la cosa diventa ancora più grave. Sapevate e avete taciuto. Orbene, ci dite come stanno le cose? Vorrei ricordarvi che la presenza di mafiosi nelle vostre manifestazioni inficia – e non di poco – la bontà delle rivendicazioni. Anzi le sabota tout court.
Parimenti ai silenzi da parte dei manifestanti si registra il silenzio del territorio nel suo complesso. Nessuno – istituzioni pubbliche e società civile – ha inteso esprimere la propria solidarietà per la criminale intimidazione nei confronti del signore Scammacca. Si è sentito solo un silenzio assordante. Si vede che le tematiche collegate alla mafia non interessano molto. Meglio glissare e far passare eventi collegati alla mafia in cavalleria… Solo il consigliere comunale del Sel di Lentini Saverio Bosco e l’Associazione Apertamente hanno dimostrato un’ammirevole sensibilità civica. Il resto era – forse – in vacanza...
Non starò certo a ricordare ai lettori la straordinaria emergenza in fatto di pubblica sicurezza che coinvolge il territorio sito a nord della provincia di Siracusa. Lentini ha dato i natali a due dei clan più feroci della Sicilia Orientale: gli Aparo e i Nardo. Questa emergenza dovrebbe spingere tutti a collaborare per sanificare le nostre città dalla presenza subdola e inquietante della mafia. Una presenza sibillina, silente, strisciante e discreta. Con il risultato di avvinghiare a guisa delle spire di un serpente ogni snodo vitale di Carlentini, Francofonte e Lentini.
Eppure il territorio esprime associazioni antiracket, l’osservatorio permanente per la legalità e una sede di Libera. Mi sembra lampante che si dovrebbero occupare con maggiore intensità e per “mission” istituzionale di mafia. Eppure da quelle parti non si scorgono segni di vita. Come mai? Possiamo sapere i motivi di cotanta amnesia?
Un appunto vorrei spenderlo sull’osservatorio permanente sulla legalità. E’ un organismo istituito dal Comune di Lentini che non si riunisce dal gennaio dell’anno scorso! Si vede che a Lentini non c’è alcuna criticità collegata alla legalità. Lentini è notoriamente un città dove regna un rigoroso rispetto delle leggi e un ordine pubblico di chiaro stampo prussiano. Questo osservatorio non è diventato - per caso - l’ennesimo inqualificabile esempio di “burocratizzazione” di un’autentica emergenza chiamata mafia? E’ d’uso in Italia metter su commissioni quando non si sa o non si vuole risolvere un problema. Dopo che la commissione è formata tutto si ferma e tace...
E non bastano certo riunioni o manifestazioni antimafia per spronare la gente a lottare compatta contro il male rappresentato dalla mafia. Convivialità fine a se stessa. Come si fa a combattere la mafia quando sono innumerevoli i comportamenti di non rispetto delle leggi posti in essere da consistenti strati della popolazione? Come si fa a evocare una diffusa sicurezza territoriale allorquando le dotazioni di personale, strutture e logistica delle forze dell’ordine sono semplicemente ridicole? Come possiamo opporci in maniera decisa contro le associazioni mafiose quando constatiamo quanta mala politica c’è in giro?
Rimane un’amarezza indicibile. La pavidità di molti che favorisce il dominio di una sparuta minoranza. Minoranza che attenta alla giuste speranze per una vita migliore delle comunità di Carlentini, Francofonte e Lentini. D’altronde chi se ne frega degli interessi generali di tutti noi? Meglio farsi i fatti suoi. Appunto. E pensare che Giovanni Falcone iniziò proprio a Lentini la sua carriera di magistrato. Chi ha pubbliche responsabilità ne dovrebbe seguire l’esempio con fatti concreti e non con vacue verbosità!