Articoli di questa rubrica
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10 febbraio 2005, di Antonio Cavallaro
"Il dolore è il 4 o il 1 dito del piede", era l’unica cosa che avevo scritto fino a quel momento: due scarpe da tennis e Gulliermo che era morto a 25 km da quella città, la giornata stava finendo e io invece ce l’avevo quasi fatta.
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2 febbraio 2005, di Antonio Cavallaro
Arrivare a Melide è stato come farlo di nascosto. Negli ultimi chilometri sono rimasto dietro Alessandro senza che lui se ne accorgesse o meglio, senza avere la forza di raggiungerlo ne lui quella di voltarsi, di Luigi non ne sapevo più niente dopo una sosta a Palais de Rei...
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26 gennaio 2005, di Antonio Cavallaro
Come cacciatori con il loro trofeo, stiamo davanti alla macchina fotografica. Un mese. Ora si è ridotto tutto a due cifre, e suona diverso.
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19 gennaio 2005, di Antonio Cavallaro
Tutto è fermo, il mondo si misura in passi, che lasceranno appena un disegno sulla terra. Ma qui tutto è fermo, si può solo attraversarlo. E tutto ci ignorerà, lo so, perché lo dice ogni cosa.
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6 gennaio 2005, di Antonio Cavallaro
Cosa vive dentro gli abitanti di questi luoghi costretti a credere per giustificare il loro posto sulla terra, cosa sopravvive della volontà divina? Dove dimora la fede che tutti dicono di avere, che la nebbia ammanti anch’essa e la sottragga alla vista o è costretta a poter brillare solo nel riflesso degli orologi d’oro, delle collane, stagliandosi nel grigio come un adesivo su una porta.
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29 dicembre 2004, di Antonio Cavallaro
Comunque, finalmente Galizia...
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15 dicembre 2004, di Antonio Cavallaro
E’ inutile farci troppi giri di parole. Oggi occorre salire a Cebreiro e nelle condizioni in cui ci troviamo l’unico modo per farlo e prendere un taxi. Per i "se", i "ma", i "dispiace", i "non c’è alternativa"…forse ci sarà tempo qualche altra volta se avremo voglia di parlarne.
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1 dicembre 2004, di Antonio Cavallaro
Quando diciamo basta e la risalita comincia, qualcuno pronuncia una frase, comprendo solo una parola: O’cebreiro. Cerco di riprenderla ma ormai è andata perduta.
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18 novembre 2004, di Antonio Cavallaro
"Il mio Dio è il dio dei viandanti. Se si cammina con abbastanza energia, probabilmente non si ha bisogno di nessun altro Dio".
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10 novembre 2004, di Antonio Cavallaro
E qui, in questo luogo, gli uomini come vermi puntano l’alto, innalzano altari e chinano il capo, ma che sia neve, vento, pioggia o sole la natura ribadirà il suo dominio.
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3 novembre 2004, di Antonio Cavallaro
Col passare del tempo in tutti è cresciuta la confidenza con l’ambiente e ora c’è un gran confusione, per ammazzarlo - il tempo - tutti fumano e bevono, c’è un angolo cucina e qualcuno non fa altro che cucinare facendo piangere piene lacrime di condensa a pareti e vetri. Fuori continua a far freddo, la pioggia si alterna alla neve e non c’è altro.
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28 ottobre 2004, di Antonio Cavallaro
Vado avanti come fossi un treno, seguo la strada che mi dicono essere giusta ma di tutto ho una visione laterale: Sahagùn Bercianos El Burgo Ranero, laterale; Reliegos Mansilla de las Mulas Valdelafuente, una visione laterale...
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20 ottobre 2004, di Antonio Cavallaro
Sonnecchiante, nel suo giaciglio di frumento, Fromista ci riceve nella sua dimensione domenicale con le macchine lente in strada, i vestiti a festa, capannelli, taciti appelli, mani che si stringono, bocche che si sorridono, occhi che si interrogano al nostro passaggio.
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14 ottobre 2004, di Antonio Cavallaro
Decidiamo di restare a San Nicolas. Ormai la giornata è compromessa, chilometri in più o in meno non hanno più senso oggi.
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7 ottobre 2004, di Antonio Cavallaro
Tutto qui, in un punto imprecisato del niente, o meglio, a mezzo chilometro da un paese chiamato Itero del Castillio, anch’esso, un altro punto che sembra fatto a casaccio su una mappa.
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