Proiezione della docu-fiction Goor al Monastero dei benedettini: lunedì 21 dicembre, ore 19:00.
Pubblicato sabato 19 dicembre 2009.

in occasione dell’inaugurazione delle attività della Facoltà di Lettere e Filosofia per l’a.a. 2009/2010 lunedì 21 dicembre alle ore 19:00 presso l’auditorium Giancarlo De Carlo del Monastero dei Benedettini in piazza Dante sarà proiettata la docu-fiction sull’immigrazione "Goor".

Il progetto: passaggi in immagine è un’attività finanziata dal Ministero dell’Interno con il Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007-2013 (Fondi F.E.I.). Il Comune di Catania, la Facoltà di Lettere e Filosofia, le Acli, l’Istituto Catechistico Divina Provvidenza hanno proposto un progetto che ha previsto, oltre alla produzione di un audiovisivo, un momento di formazione preliminare che permettesse agli immigrati partecipanti di trovare la loro “formula espressiva” per raccontarsi. Delle 160 ore del progetto, infatti, ben 40 sono state dedicate a un laboratorio sui linguaggi audiovisivi, proprio per consentire agli allievi stranieri di elaborare la sceneggiatura del documentario, condividendo le proprie storie personali con tutto il gruppo di lavoro. I partecipanti, italiani e stranieri di età compresa tra 16 e 40 anni, hanno lavorato insieme su una struttura narrativa che riuscisse a produrre una sincera forma di auto-rappresentazione, in linea con il motto che abbiamo scelto: raccontare e raccontarsi. La sceneggiatura non è stata quindi “imposta dall’alto”, non è cioè il risultato della scrittura artistica solitaria di un autore (europeo, che non ha vissuto l’esperienza della migrazione, che non ne conosce i sogni, le aspettative, le paure e le delusioni), ma piuttosto il frutto di un confronto tra persone diverse, portatrici di culture ed esperienze differenti, che insieme hanno provato a riflettere, a ragionare sulle possibilità di incontro e di relazione.Così è tutto molto più difficile, perché è imprevedibile e rischioso (non definito a priori, a tavolino), ma è anche molto più sincero, molto più onesto. Il film è un mediometraggio di docu-fiction. Il titolo è goor, in minuscolo, che significa ‘uomo’ in lingua wolof (Senegal). Ma è un titolo mutevole, perché può trasformarsi in ogni luogo dove viene presentato e proiettato il film: ànthropos (Grecia), mtu (in swahili, Kenya), nguoi (Vietnam), ren (Cina), homme (Francia), hombre (Spagna), human being (U.K. o U.S.A.), njeri (Albania), insan (in arabo), pessoa (Portogallo o Brasile). Il titolo è importante, perché dà identità. È come il nome per una persona.

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