Liberati i tre operatori Emergency
Pubblicato domenica 18 aprile 2010.

PeaceReporter ha appena appreso da fonti di Emergency che Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, fino a questa mattina detenuti presso una struttura dei servizi di sicurezza afgani alla periferia della capitale, sono stati trasferiti all’ambasciata d’Italia a Kabul.


Alle 18:00, fonte: RaiNews24.it:

I tre cooperanti di Emergency rilasciati oggi a Kabul saranno trasferiti in Italia "nelle prossime ore con un aereo di Stato". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, accanto a Gianni Letta, in un conferenza stampa a Palazzo Chigi convocata dopo il rilascio dei tre.

I tre italiani all’ambasciata di Kabul

Marco Garatti, Matteo dell’Aria e Matteo Pagani, - si apprende da fonti della stessa organizzazione - i tre operatori di Emergency arrestati la scorsa settimana e scarcerati questo pomeriggio, sono arrivati nella residenza dell’ambasciatore italiano in Afghanistan a Kabul.

"Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale".

"Bene non cedere a richieste di forzatura"

Il governo italiano "non ha seguito, neanche per un attimo, quelle voci piuttosto polemiche e strumentali, ma per fortuna isolate, che chiedevano al governo italiano un approccio di forzatura, imposizione e di accusa formale" nei confronti del governo di Kabul, "che avrebbe messo le autorita’ afghane in posizione di irrigidimento". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il rilascio dei tre cooperanti di Emergency.

Garatti: "Momenti terribili"

"Siamo molto contenti di essere fuori, soprattutto contenti di questo perche’ sia io che i miei compagni abbiamo passato momenti terribili". Lo ha detto Marco Garatti, uno dei tre operatori di Emergency liberati in Afghanistan, parlando nella residenza dell’ambasciatore italiano a Kabul.

"Voglio dare atto a Cecilia Strada (presidente di Emergency, ndr) di aver gestito la vicenda con sobrietà e evitando strumentalizzazioni" al contrario di "una minoranza delle forze parlamentari che ha ottenuto come risposta i risultati di oggi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nella conferenza stampa.

Matteo dell’Aira: "Sto bene e saluto tutti"

"Sono su di morale, forte, sto bene e vi saluto tutti". Sono le prime parole dette da Matteo Dell’Aira, al telefono da Kabul, alla compagna Paola, a Milano. Le ha riferite all’ANSA la mamma di Matteo, Daniela, dopo essersi sentita con la compagna del figlio. "Siamo felicissimi, ma adesso non vediamo l’ora di riabbracciarlo! Il ministro Frattini ci aveva già telefonato a metà mattinata, dicendo che li avrebbero liberati, ma che, per la delicatezza della fase, bisognava ancora attendere un poco". Sono le prime parole - al telefono con l’ANSA - di Nicoletta Dell’Aira, sorella di Matteo, uno dei tre operatori italiani di Emergency rilasciati.

Gino Strada: "Mi sembra una bella conclusione"

"Mi sembra una bella conclusione". Ha esordito così Gino Strada durante una conferenza stampa a Milano commentando la liberazione dei tre italiani che lavorano per Emergency.

"Il tentativo di screditarci è fallito"

"Qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito": così ha detto Gino Strada nella conferenza stampa dopo la liberazione dei tre italiani.

"Non colpevoli" I tre italiani di Emergency sono stati rilasciati perché "non colpevoli". Lo dice un comunicato del Nds, i servizi di intelligence afghani, diffuso oggi.

"Ipotesi coinvolgimento"

Il leader di Emergency non ha escluso oggi il "coinvolgimento" dei Paesi che fanno parte della forza di pace internazionale in Afghanistan, e in particolare dei britannici, nell’arresto dei tre operatori umanitari italiani accusati di aver partecipato a un complotto dei talebani. "Credo che... sia un’ipotesi molto seria quella del coinvolgimento, almeno a livello di decisione, dei paesi che fanno parte della coalizione. Se fosse così, sarebbe molto grave", aveva detto Gino Strada durante una conferenza stampa a Roma, alla vigilia della manifestazione che l’associazione umanitaria ha convocato ieri nella Capitale per chiedere la liberazione dei tre sanitari.

Il chirurgo e fondatore di Emergency ha anche criticato il ruolo dei militari britannici, per aver partecipato all’operazione del 10 aprile scorso che ha portato all’arresto di tre italiani - Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani - e dei loro sei colleghi afghani: " Come si permette il governo inglese di mandare militari armati in un ospedale gestito da una Ong (organizzazione non governativa) italiana? Che sarebbe successo se militari italiani avessero fatto irruzione in un ospedale gestito da una Ong inglese?”.

In un video diffuso dall’agenzia di stampa Ap e postato sul sito di Emergency si vedono militari britannici entrare nell’ospedale di Lashkar-gah insieme ai soldati afghani. In un primo momento l’Isaf e la Nato avevano smentito di essere coinvolte nell’operazione. Ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto invece che i militari britannici presenti erano artificieri.

Gino Strada e la figlia Cecilia, presidente dell’associazione, hanno detto di non poter spiegare la presenza di armi e ordigni esplosivi ritrovati in un magazzino del nosocomio, ma hanno affermato che gli ingressi dell’edificio erano sempre sorvegliati da personale afghano e che alla vigilia degli arresti il magazzino era stato controllato senza che fosse stata ritrovata alcuna arma.

Secondo Emergency, dunque, o "qualcuna delle guardie è stata corrotta o minacciata (affinché portasse nel magazzino le armi) o chi ha fatto la perquisizione si è portato dietro quel che voleva trovare". Attualmente, ha detto Strada, "l’ospedale è chiuso... non sta funzionando, è occupato e presidiato dalla polizia afghana" e i pazienti sono stati ricoverati in altre strutture di cura. Per il fondatore di Emergency , secondo cui gli arrestati sono "assolutamente innocenti", l’associazione sta subendo una "aggressione premeditata" allo scopo di eliminare la sua presenza di "osservatore indipendente" da una zona, quella di Helmand, dove si starebbe per svolgere una forte offensiva alleata contro i talebani.

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