Ernesto Romano finalista al Celeste Prize di New York
Pubblicato lunedì 7 novembre 2011.

Ernesto Romano (Catania, 1973) is the only italian artist selected of the 10 finalists for the section Photo / Digital Graphics at the Celeste Prize 2011 of New York. This is one of his works about ’complementarity’. « We see an extraordinary correspondence between the man and the statue, and a complementarity of the two heads, the arms, the carried objects, the directions of the sights, the specular folds of the clothes and, mostly, the two colors. The figure of the man enlarges downward, laying his dark shoes on the ground; the statue narrows upward, pointing the brilliant torch towards the sky. The sandals of the man, not well poised, trample on a two-dimensional, horizontal, long, serial grid of metal, while the statue (which wears sandals but we don’t see them) stands on a three- dimensional, vertical, tall, elegant pedestal of stone bricks. The dimensions of the statue with the pedestal are exactly equal to the dimensions of the figure of the man. The wall in the shade is balanced to the wall in the light. The metal statue represents a sacred and immutable laic western symbol, while the stranger is a sacred person who is traveling from the far East. The correspondences and the complementarities, may represent how similar we are below all the differences. » E.R.

Ernesto_Romano-Celeste_Prize_2011

Unico artista italiano selezionato tra i 10 finalisti per la sezione Photo / Digital Graphics, Ernesto Romano (Catania, 1973) presenta al Celeste Prize 2011 di New York uno dei suoi lavori sulla "complementarietà". « In questa immagine possiamo notare una straordinaria corrispondenza tra l’uomo e la statua, ed una complementarietà delle due teste, delle braccia, degli oggetti portati, delle direzioni degli sguardi, delle pieghe speculari degli abiti e, soprattutto, dei due colori. La figura dell’uomo si espande verso il basso, poggiando le sue scarpe scure sul suolo; la statua si restringe verso l’alto, puntando la sua torcia brillante verso il cielo. I sandali dell’uomo, in bilico, calpestano una bidimensionale, orizzontale, lunga e seriale griglia di metallo, mentre la statua (che indossa sandali che noi non vediamo) si staglia su un tridimensionale, verticale, alto, elegante piedistallo di mattoni in pietra. Le dimensioni della statua con il piedistallo sono esattamente equivalenti alle dimensioni della figura dell’uomo. Il muro in ombra è bilanciato al muro nella luce. La statua di metallo rappresenta un sacro e immutabile simbolo laico dell’Occidente, mentre lo straniero è una persona consacrata in viaggio proveniente dall’estremo Oriente. Le corrispondenze e le complementarietà possono rappresentare quanto simili siamo oltre ogni differenza. » E.R.

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