Dell’Utri condannato anche in Appello
Pubblicato martedì 29 giugno 2010.

Palermo, 29-06-2010

La seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha condannato a sette anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Il collegio presieduto da Claudio Dall’Acqua, a latere Salvatore Barresi e Sergio La Commare, ha reso pubblico il verdetto in mattinata dopo una camera di consiglio iniziata giovedì scorso.

Le prime reazioni della difesa

"Con questa sentenza si mette una pietra tombale sulla presunta trattativa tra Stato e mafia durante il periodo delle stragi. Quello che ha detto Spatuzza non è stato evidentemente preso in considerazione come voleva l’accusa", ha detto l’avvocato Nino Mormino, legale di Marcello Dell’Utri, sottolineando che la corte ha assolto il suo assistito per le condotte contestate in epoca successiva al 1992, escludendo cioe’ qualunque "patto" tra lo Stato e Cosa Nostra subito dopo le stragi. Parlando poi del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, che è stato sentito nel corso del processo nel corso del quale ha accusato Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, l’avvocato del senatore ha detto: "Spatuzza e’ fuori, ma non solo lui. Anche Vittorio Mangano, i rapporti Mangano-Dell’Utri, i patti politici per sostenere Forza Italia, gli episodi del ’99. Rimane tutto fuori".

Secondo Mormino, "rimane un processo di responsabilità comune e non di responsabilita’ politica". Non esclude, Mormino, che ci sia anche una prescrizione nella sentenza: "Questo è un problema che dobbiamo verificare perche’ la pena che si applicava per l’associazione mafiosa nel ’92 era tale che potrebbe anche rientrare nella prescrizione".

Le richieste dell’accusa

Per Dell’Utri, condannato in primo grado a 9 anni, il procuratore generale Antonino Gatto aveva chiesto 11 anni di reclusione.

Un cammino di 16 anni

Con questa sentenza (che ridimensiona le tesi accusatorie) si chiude così anche il secondo grado di un processo lungo quasi trecento udienze ( fra il primo grado, terminato l’11 dicembre del 2004 con la condanna a 9 anni, ed il secondo che si e’ aperto nel maggio del 2006), la cui vera data d’inizio si puo’ fissare al 18 febbraio del 1994. A Caltanissetta si indagava per le stragi" e Ilda Boccassini, nel corso di un interrogatorio del pentito Salvatore Cancemi, gli chiese seccamente: "La Fininvest paga il pizzo per le antenne in Sicilia?". "Pagava il pizzo", fu la breve risposta di Cangemi.

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